X Grottaglie (Ta), Istituto d'Arte, museo DSCF4563

Dopo anni di attività, il Comune formalizza l’istituzione del polo museale nel Castello Episcopio. Una nuova veste giuridica e il nome “Mediterraneo” per proiettare l’arte ceramica locale verso traguardi internazionali.

Non è solo un cambio di nome, ma un vero e proprio atto di nascita ufficiale per quello che, da oltre vent’anni, è il cuore pulsante della cultura grottagliese. Con una delibera di giunta, l’Amministrazione Comunale ha sancito l’istituzione formale del Museo della Ceramica “Mediterraneo”.

Nato nel dicembre del 1999 tra le mura storiche del Castello Episcopio, il museo ha operato finora come realtà consolidata nei fatti, ma priva di una struttura burocratica definitiva. Oggi, grazie a un nuovo disciplinare composto da 20 articoli, la struttura viene riconosciuta ufficialmente come servizio culturale dell’Ente, dotandosi di una “governance” chiara, obiettivi di tutela definiti e un regolamento per la gestione del prezioso patrimonio artistico.

Un patrimonio in crescita

Il percorso che ha portato a questo risultato affonda le radici nella collaborazione tra pubblico e privato. Fondamentale è stato negli anni l’apporto dei ceramisti locali, dei collezionisti di tutta Italia e del Liceo Artistico “V. Calò”, che hanno permesso di arricchire la collezione con reperti di inestimabile valore storico.

Oltre alla sede storica del Castello, il Museo si articola oggi su più poli: dal 12 dicembre 2025, infatti, la sezione dedicata ai Presepi ha trovato casa nel restaurato Palazzo De Felice, ampliando l’offerta culturale per cittadini e turisti.

La scelta della nuova denominazione non è casuale. Il termine “Mediterraneo” vuole sottolineare il ruolo di Grottaglie come crocevia culturale e artistico, legando la tradizione locale a un contesto geografico e storico più ampio. L’obiettivo dell’Amministrazione è chiaro: consolidare il ruolo istituzionale del museo per facilitare l’accesso a reti museali nazionali e finanziamenti europei, garantendo al contempo una gestione trasparente ed efficiente.

Il regolamento approvato disciplina ogni aspetto della vita del museo: dalle modalità di prestito e riproduzione delle opere alla conservazione, fino ai rapporti con enti e istituzioni internazionali. Con la dichiarazione di immediata esecutività della delibera, il Museo della Ceramica “Mediterraneo” è pronto a iniziare questo nuovo capitolo, confermandosi presidio identitario e motore economico per l’intera comunità.

Il documento, composto da 20 articoli,  è  la “Carta d’Identità” che definisce la missione, l’organizzazione e il futuro del polo museale. Di seguito i punti cardine:

1. Identità e Missione (Artt. 1-3)

Il Museo viene definito come un’istituzione permanente senza scopo di lucro. La sua missione è duplice: da un lato, la tutela e conservazione del patrimonio storico (dalla sezione archeologica alla ceramica d’uso); dall’altro, la promozione dinamica della ceramica contemporanea, fungendo da ponte tra la memoria del lavoro artigiano e l’innovazione creativa.

2. Organizzazione Multicentro (Art. 1 e Art. 8)

Il regolamento disciplina la gestione degli spazi espositivi distribuiti su due sedi storiche di prestigio:

  • Il Castello Episcopio, sede principale e cuore della collezione storica e contemporanea.
  • Palazzo De Felice, polo dedicato alla prestigiosa sezione dei Presepi.

3. Le Sezioni Espositive (Premessa e Art. 11)

Il patrimonio, che conta oltre mille manufatti, viene ufficialmente suddiviso in cinque aree tematiche per una migliore fruizione scientifica e didattica:

  • Ceramica tradizionale d’uso (vita quotidiana e igiene);
  • Sezione Archeologica (reperti dal VIII al IV sec. a.C.);
  • Sezione Maioliche (oggetti artistici dal XVIII al XX secolo);
  • Sezione Contemporanea (opere del Concorso “Mediterraneo”);
  • Sezione Presepi (l’eccellenza della tradizione locale).

4. Governance e Gestione (Artt. 6-10)

Vengono chiarite le figure di responsabilità, i compiti del Responsabile del Museo e l’assetto finanziario. Il regolamento garantisce che le risorse siano destinate non solo al mantenimento, ma anche al miglioramento dei servizi al pubblico e alla sicurezza dei beni.

5. Funzione Sociale e Servizi (Artt. 12-16)

Il Museo si apre al territorio attraverso:

  • Attività didattiche, prestiti per mostre e pubblicazioni scientifiche.
  • Norme chiare sulla fruizione dei locali e sul comportamento dei visitatori.
  • Regolamentazione delle riprese fotografiche e cinematografiche per la tutela dell’immagine del patrimonio comunale.

6. Sicurezza e Conservazione (Artt. 18-20)

Ampio spazio è dedicato alla gestione dei depositi, alla manutenzione dei sistemi antincendio e alla protezione fisica dei reperti, assicurando che l’eredità ceramica di Grottaglie sia preservata integra per le generazioni future.

In sintesi: Questo regolamento proietta il Museo “Mediterraneo” in una dimensione europea, dotandolo degli strumenti necessari per dialogare con istituzioni internazionali, attrarre finanziamenti e consolidare il ruolo di Grottaglie come capitale indiscussa della Ceramica.

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