Architetti Antonio e Chiara Fanigliulo verso un modello urbano sostenibile con un parco verde-urbano. ” Silenzio” dal Comune di Grottaglie.
di Vito Nicola Cavallo

Proseguiamo con tematiche urbanistiche ed architettoniche in terra di Puglia, ospitando ancora una volta, ed in esclusiva per Artes’Tv il decano degli architetti di Puglia, il grottagliese Antonio Fanigliulo; l’autorevole professionista, che ha svolto attività di progettazione e realizzazione architettoniche ed urbanistiche in provincia di Taranto e non solo, ospitato più volte con le proprie realizzazioni su riviste nazionali dedicate all’architettura ed all’urbanistica, Come ricorderete, nelle scorse settimane l’architetto Fanigliulo dichiarava “La scuola “Sant’Elia”, non può essere demolita! fermiamo il folle gesto e l’inutile assurda violenza sulla pregevole opera di Architettura Razionalista”, bene, la commissione del Ministero della Pubblica istruzione, ha condiviso quanto dichiarato dal Fanigliulo è ha “stoppato” la demolizione della scuola; degli stessi architetti Chiara ed Antonio Fanigliulo abbiamo presentato il progetto di Palazzo Frisini a Taranto, oggi e per i prossimi giorni, vi presentiamo in esclusiva, l’ideogramma progettuale del “IL GIARDINO DEL GELSO BIANCO”, progetto urbatettonico strategico parco della musica, del teatro e delle arti sceniche per la bellezza del territorio: verso un modello urbano sostenibile un grande attrattore kulturale immerso in un grande parco verde urbano, autori, Antonio e Chiara Fanigliulo, architetti ed urbanisti in Grottaglie nota città d’Arte e delle Ceramiche.
Incontriamo i due architetti , Chiara ed Antonio Fanigliulo nello storico studio di Antonio, nel centro della città di Grottaglie, dunque cari colleghi, un ideogramma progettuale che si materializza in grafici e relazioni per un possibile realizzazione di un teatro nella città di San Francesco de Geronimo e di tanti illustri e raffinati intellettuali, in cui un teatro esistente, il cinema teatro Petraroli venne demolito durante l’amministrazione del sindaco Giuseppe Vinci. Il teatro a Grottaglie prende forma, come ha scritto l’attore grottagliese Alfredo Traversa nel suo “MUSSOLINI E MIA SUOCERA”. “Arriva il teatro a Grottaglie prima della marcia su Roma, un nuovo teatro denominato “Teatro Vittorio Veneto”, 1911 oltre al teatro arriva il telegrafo, 28 Novembre 1911 da

Taranto arriva un manager teatrale Vincenzo Fusco (..baffoni e bombetta, in foto), che a sue spese, primo esempio di fusione di pubblico e privato, vuole realizzare un teatro, entusiasmo di tutto il consiglio comunale ..appalusi e cori…Fusco…Fusco…Fusco, nel ‘900 a Grottaglie non c’era la corrente elettrica, il Fusco riuscì ad illuminare una strada del centro storico era illuminata con un generatore presente nel teatro, quindi il teatro illumina la buia città, scena felliniana, il vero teatro.16 Maggio 1912 inaugurazione del teatro “Battista”.
Architetto Fanigliulo dunque la città di Grottaglie avrà mai un teatro? La Città di Grottaglie e il suo territorio di area vasta, avranno mai un TEATRO? E un Grande Parco Verde Urbano? E uno spazio attrezzato per le manifestazioni e gli eventi all’aperto?

“Parco della musica del teatro delle arti sceniche”. Come scrivo nella allegata “Nota di Trasmissione” la proposta la inviai all’amministrazione comunale di Grottaglie già nel luglio 2021. Ovviamente senza alcun riscontro da parte della stessa. Ma, come puoi immaginare, la cosa non mi ha affatto stupito!” E continua Fanigliulo “per quanto inopportuno e superfluo, tengo a precisare che questa mia iniziativa di predisporre lo “Studio di Fattibilità Urbatettonica” e di inviarlo all’amministrazione comunale non ha, e non potrà avere, alcun riferimento o relazione con una eventuale mia aspirazione, ambizione, o pretesa a richiedere un incarico professionale. Tanto più che, come è noto, le attuali norme per l’affidamento dei servizi di Ingegneria e Architettura sono disciplinate dalla legge con l’obbligatorietà dei bandi e dei concorsi pubblici. Quindi, nessuna illusione e, soprattutto, nessuna strumentalizzazione. Come sempre, e già in passato, tutto il mio lavoro, i miei studi e le mie ricerche sono mossi dalla mia passione per l’Urbatettura e finalizzati, come nel caso specifico, a fornire il mio contributo culturale e civile per le competenze che mi riguardano e nelle cose in cui credo.”
In una nota inviata agli “Spett.li Autorevoli Organi di Informazione e Kultura del Territorio Jonico – Area Vasta Orientale”, Fanigliulo scrive “In passato qualcuno lo aveva annunciato, senza però impegnarsi a dare seguito e concretezza al suo stesso proposito! Credo che un Territorio Antropizzato che non si identifichi attorno a dei poli scientemente formalizzati per la Kultura, non potrà mai decollare per offrire dignità di vita e benessere ai suoi abitanti. Il TEATRO-AUDITORIUM, con le sue varie attività artistiche e formative, è un luogo privilegiato per eccellenza per tenere vivo, prosperoso, acceso e partecipativo il dibattito culturale e civile di una Città e persino del suo hinterland. Profittando delle opportunità che vengono offerte con il PNRR (e non solo), già nel luglio 2021 pensai di stimolare e spronare l’Amministrazione Comunale della Città delle ceramiche, offrendogli una proposta progettuale «Studio di Fattibilità Urbatettonica» per la realizzazione in territorio di Grottaglie di un “Parco della Musica, del Teatro e delle Arti Sceniche” inserito in un “Grande Parco Verde Urbano di 50.500 mq”, con un parterre per concerti e manifestazioni all’aperto di circa 20.500 mq». Come si potrà leggere dalla “Relazione” che allego, trattasi di un «intervento Intercomunale di Rigenerazione Urbana e Territoriale per la Rivitalizzazione, la Riqualificazione e la Valorizzazione per la RINASCENZA del bacino di utenza delle aree gravitazionali urbanizzate dei Comuni del Montedoro e Salete». Ad interessare, qualificandola, è l’area compresa fra le vie XXIV Maggio, Martiri d’Ungheria, Partigiani caduti e Oberdan, a ridosso e diretto contatto con il Centro Storico. Come ho avuto

modo di esprimere già in altre occasioni, credo che per le ragioni Urbatettoniche che la interessano, la Città di Grottaglie deve uscire e abbandonare la “cultura del presepe” nella quale è caduta e giace da oltre un trentennio per tornare a “PENSARE” e AGIRE in GRANDE, progettando e realizzando Infrastrutture di alta qualità Urbatettonica e benessere abitativo urbano. Servono “progetti di qualità”, non “qualunquistici”. Diversamente, vedrà la sua inesorabile fine! Quindi, come nell’immediato dopoguerra (ai tempi del Sen. Gaspare Pignatelli) avviare per essa una stagione di GRANDI PROGETTI E GRANDI OPERE PUBBLICHE che vedano la Città stessa protagonista di un cambiamento e rinnovamento socio-culturale comprensoriale, e politico-economico, degno delle massime eccellenze e aspettative. E’ appena il caso di evidenziare che la città di Grottaglie è un Comune di 30.000 abitanti circa, che non può essere amministrata con la logica riduttiva del “condominio”, ma deve essere GOVERNATA con i doveri e le responsabilità di una CITTÀ fulcro DI AREA VASTA. Penso che, per le ragioni “urbatettoniche” che la riguardano, non ci si può limitare agli ovvi, banali e scontati interventi di “manutenzione straordinaria” , già di competenza di diligenti funzionari e dirigenti comunali. Evidentemente – mantenendo “un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro” – la “politica” del governo locale, estendendosi, deve interessarsi e concentrarsi sui Grandi Progetti, le grandi visioni, le grandi infrastrutture, l’efficentamento delle reti della mobilità, dei traporti e telematiche, le questioni ambientali, le Opere e Servizi pubblici in grado di valorizzare e attrarre investimenti sul territorio e dotarsi degli Strumenti Urbanistici e Programmatici più opportuni e necessari perché detti eventi e interventi si realizzino. La Kultura – insieme al Capitale Umano e alle Risorse Naturali – è uno dei tre fattori costitutivi, primari e insostituibili, universalmente riconosciuti, invarianti e necessari per la vivibilità delle Città del benessere oltre che per la salvaguardia del Pianeta. Sicuramente, il primo GRANDE PROGETTO POLITICO da mettere in campo – per dare l’abbrivio alla rinascenza del territorio – è proprio quello intravisto dal Testo Unico degli Enti Locali, cui artt. 15, 16, 17, Titolo II, Capo I, del D. Lgs. 18.08.2000 n. 267, che detta norme per l’accorpamento/fusione dei cosiddetti “enti-polvere”.

Ormai, questa misura appare sempre più necessaria, doverosa e improcrastinabile senza la quale le comunità dell’arco jonico sono destinate, come già in atto, alla inesorabile agonia, fino alla morte: con gli aggregati urbani minori che diverranno le “nuove necropoli”! Evidentemente si tratta di individuare i soggetti attuatori illuminati, giusti e competenti che abbiano la capacità e l’autorevolezza, l’abnegazione, l’intraprendenza e la determinazione, il coraggio, la visione e la cultura di farsi promotori presso le Entità Urbane minori (Municipi) per aggregare/fondere in un unico contesto di Governo Territoriale di Area Vasta l’intero comprensorio demografico che attivi un bacino di utenza sufficiente a giustificare e garantire gli investimenti, oltre le economie e i benefici socio-economici più avanzati e attesi. Al tempo stesso sviluppare la capacità di Governo del Territorio, misurata non nel saper intercettare i facili, comuni e generici, finanziamenti che a pioggia, e in maniera indiscriminata e impropria, vengono elargiti dai governi centrali, ma, al contrario, impegnarsi nel ricercare e ottenere dagli stessi governi le risorse straordinarie finalizzate alla realizzazione di opere e infrastrutture “obiettivo” che un territorio e una comunità richiede per il suo benessere e la sua crescita. Con questa PROPOSTA PROGETTUALE INTERCOMUNALE crediamo di dare un significativo e fattivo contributo alla realizzazione del suddetto modello di Governo del Territorio, proprio mediante la realizzazione di un TEATRO-AUDITORIUM pensato e strutturato secondo il Progetto di Massima portato dallo Studio di Fattibilità Urbatettonica allegato. Bene farebbe l’amministrazione comunale della città di Grottaglie: piuttosto che esercitare azioni legali contro i vessati cittadini dei comparti “C”; di abdicare al suo ruolo Istituzionale di Pianificatore Pubblico consegnando il Territorio all’iniziativa privata dei Piani di Lottizzazione; di diffidare il MIBAC per farsi avere i finanziamenti per demolire, accanendosi, la pregevole Scuola Sant’Elia; al contrario, invece, dimostrando capacità e competenza, individuando i canali istituzionali (e privati) più opportuni, si concentrasse e attivasse per ottenere dallo stesso Ministero della Cultura (e non solo da esso) le risorse necessarie per costruire la Grande Grottaglie: il TEATRO-AUDITORIUM che la città attende da tantissimi anni. Forse sarebbe opportuno avviare una campagna di stampa e di comunicazione mediante i social, di sensibilizzazione della opinione pubblica e della stessa politica per “smuovere” gli immobilismi e attivare le coscienze.

LA CITTÀ DI GROTTAGLIE, E IL SUO OPEROSO E INFRASTRUTTURATO HINTERLAND, MERITANO UN TEATRO-AUDITORIUM DI ECCELLENZA PERCHÉ LA CULTURA È BENESSERE E VITA: È IL VERO NUTRIMENTO DELL’UOMO! PERCHÉ NEGARGLI QUESTA POSSIBILITÀ? “
Entriamo nel dettaglio dell’idea progettuale di Chiara ed Antonio Fanigliulo che scrivono nella relazione di progetto “il Giardino del Gelso Bianco – per la BELLEZZA del TERRITORIO: verso un Modello Urbano Sostenibile PIANO – PROGETTO URBATETTONICO STRATEGICO PARCO DELLA MUSICA, del TEATRO e delle ARTI SCENICHE un GRANDE ATTRATTORE KULTURALE immerso in un GRANDE PARCO VERDE URBANO, IL VERO NUTRIMENTO DELL’UOMO È LA KULTURA! Si ritiene che lʼesigenza di dotare la Città di Grottaglie, e tutto il suo interland di area vasta, di un “TEATRO – AUDITORIUM – PARCO DELLA MUSICA” immerso in un “GRANDE PARCO VERDE URBANO” è diventata una istanza sentita, pressante e persino improcrastinabile per la città stessa! La sua realizzazione, soprattutto quella del “TEATRO – AUDITORIUM”, in special modo, risponde ad obiettivi strategici per la città e per il territorio, oltre che per la rivitalizzazione e la valorizzazione del Centro Storico1 e, più in generale riguarda: • la localizzazione urbanistica di unʼopera di rilevante qualità architettonica e di forte fruibilità socio-culturale quale importante tassello di completamento dellʼ identità territoriale della città; • la soddisfazione della domanda cittadina di uno spazio qualificato per la promozione dello sviluppo culturale che trovi adeguata risposta in città e nel territorio; • le funzioni che questa struttura ospiterà, si collocano entro un sistema di relazioni ricco ed articolato. In particolare si crea una rete di luoghi culturali tra loro connessi, che avranno sul teatro (contenitore polifunzionale) il fulcro attrattore: • il coinvolgimento attivo delle Associazioni culturali e degli Enti culturali (senza scopo di lucro) che operano in città e nei comuni di area vasta, sia nella fase di progettazione che di successiva gestione dellʼ impianto culturale; • la qualificazione della Città di Grottaglie e del suo territorio nel settore del turismo culturale quale importante elemento di sviluppo economico e per la rivitalizzazione del Centro Storico. Lʼ occasione e le opportunità offerte dal PNRR , dalle ragioni della Rigenerazione Urbana, la necessità di dar vita ad un “modello urbano sostenibile” e lʼ attenzione verso la “RINASCITA DEL CENTRO STORICO DELLA CITTÀ DI GROTTAGLIE, ci hanno spinto a dare finalmente concretezza ad un PROGETTO URBANO per la realizzazione di un “GRANDE ATTRATTORE & MOTORE CULTURALE”, per dare risposta alle tante esigenze culturali della comunità e che contribuisca anche a dare significato e dignità paesaggistica e urbatettonica ad un “contesto urbano” significativo e qualificante per la Città di Grottaglie: una “isola urbana” che definisce(va) il “panorama storico” che è(era) la “cartolina di viaggio” della bella “città dellʼ Uva e delle Ceramiche”. Quindi, con questa proposta progettuale, che ci auguriamo lʼ amministrazione comunale voglia accogliere positivamente e darle esecutività, si intende dar vita ad unʼ importante e prestigioso centro/polo culturale – PARCO DELLA MUSICA del TEATRO – AUDITORIUM e delle ARTI SCENICHE – a valenza intercomunale, inserito in un – GRANDE PARCO VERDE URBANO – in grado di attrarre e valorizzare le istanze culturali della città di Grottaglie, e dellʼ ”area vasta” del suo sud-est di cui fa parte. Non soltanto nellʼ ambito delle rappresentazioni e/o produzioni del settore teatrale, ma anche per quanto riguarda la cultura musicale, cinematografica e dellʼ audiovisivo in generale, le espressioni figurative e, con la realizzazione di spazi di incontro (cine-fonoteca, videoteca, …) un centro aperto e vitale di aggregazione e di entertainment.
IL VERO NUTRIMENTO DELL’UOMO È LA KULTURA!

La proposta “Urbatettonica” che qui si presenta, tende a ricercare e cogliere lʼ”Umanesimo della Kultura” e la prioritaria necessità che essa diventi “nutrimento” per tutta la collettività territoriale e non solo. Sempre più spesso, gli addetti ai lavori, architetti e urbanisti, riscontrano che i Territori tendono a non supportare più questi grandi impianti infrastrutturali specializzati per la cultura e, per contro, lʼutenza, ma soprattutto i governi del territorio, non li sostengono nemmeno. Verosimilmente per gli alti costi di gestione e manutenzione che essi richiedono. Ma la Kultura non ha, e non può avere prezzo!8 Talvolta si preferiscono sistemi “smart”, assolutamente insufficienti e inefficaci, oltre che inadeguati, ma più facilmente gestibili e utilizzabili proprio per le loro precarietà. Inoltre le trasmissioni a distanza o differite di eventi culturali e/o di “entertainment” in genere, tendono a sostituire, talvolta anche egregiamente, fino a rendere (apparentemente) superflui o inadeguati questi grandi impianti di produzione della cultura. Ma tutto questo porta, inevitabilmente, alla atrofizzazione della società e allʼ annichilimento della stessa! Pertanto riteniamo che bisogna assolutamente contrastare e respingere, con assoluta convinzione e determinazione la predetta tendenza di “assuefazione” che sempre più si va registrando, specie nei piccoli e medi territori. Siamo convinti, invece, che per mantenere illuminata, viva, energica e avanzata una comunità, sia necessario dar vita a detti “contenitori – attrattori culturali” che, come fattore primario, conservano, mantengono ed esprimono il “contatto diretto e lʼ esperienza UMANA”, oltre che, per la memoria storica e del “genius loci” che dovrà trasmettersi alle future generazioni. Il TEATRO – AUDITORIOM che di seguito sommariamente si descrive, e il suo PARCO VERDE URBANO, è una infrastruttura che rientra e si classifica, a pieno titolo, oltre che nellʼ ambito dello svago, del relax, del tempo libero e dellʼ entertainment più in generale, principalmente in quello della “ISTRUZIONE” e della “FORMAZIONE”, sia primaria e superiore, e in special modo della “MATURITÀ”. Il (PIANO) PROGETTO URBANO che si descrive, riguarda la realizzazione di un GRANDE PARCO VERDE URBANO, a margine del quale si colloca una INFRASTRUTTURA URBANA COMPLESSA, INTEGRATA E POLIFUNZIONALE, destinata a “PARCO DELLA MUSICA, DEL TEATO – AUDITORIUM, DELLE ARTI SCENICHE e DELLO SPETTACOLO” in genere, integrato con strutture complementari, laboratori per la formazione, la produzione e la gestione delle performance e degli eventi, servizi tecnici, nonché con aree attrezzate per lo svago e il tempo libero e per le manifestazioni allʼ aperto. Un GRANDE ATTRATTORE CULTURALE proposto per la “RINASCENZA” culturale e socio-economica della AREA VASTA dei territori del “Montedoro” e del “Salete”. Al fine di poter garantire un “Bacino di Utenza” di almeno “centomila abitanti” esso interesserà anche i Comuni limitrofi ricadenti nel raggio di 10-15-20 km (max 30 minuti di auto/autobus) dal luogo di ubicazione11 della grande infrastruttura territoriale. Quindi trattasi di un intervento URBATETTONICO, a scala e valenza INTERCOMUNALE. LOCALIZZAZIONE DELLʼ INTERVENTO.

Dopo una attenta e circostanziata analisi ambientale e funzionale dei territori del “bacino di utenza”, circa la individuazione del sito ottimale dove collocare il “Grande Attrattore Culturale” (Infrastruttura Territoriale); valutati i caratteri geo-antropomorfici complessivi di tutto il territorio di Area Vasta interessata; il bacino di utenza complessivo e i “pesi demografici” di ciascuna Entità Urbana interessata; la posizione localizzativa più o meno baricentrica rispetto a tutti i Comuni serviti/utilizzatori; ma soprattutto il “Sistema strutturale delle reti della Mobilità primaria” esistente per i collegamenti, non solo a livello locale, ma anche a livello Regionale e Nazionale e della facilità (immediata) delle connessioni di queste ultime con gli altri comuni interessati; inevitabilmente, e quasi obbligatoriamente, la scelta cade proprio sulla Città di Grottaglie. Verosimilmente, anche per il peso demografico di questa ultima Città rispetto agli altri Comuni ricadenti nel contesto di area vasta e/o aderenti al consorzio/sodalizio, il Comune di Grottaglie rivestirà anche la funzione di Comune promotore e Capofila.
UBICAZIONE DELLʼ AREA DI INTERVENTO: “ISOLA URBANA” DI 9,45 HA Lʼ UBICAZIONE DELLʼ AREA DI INTERVENTO NON PUÒ ASSOLUTAMENTE PRESCINDERE DAL CENTRO STORICO: sia per la rivitalizzazione e valorizzazione di questʼ ultimo, ma anche per la “quinta teatrale urbana” che esso esprime e reca a tutto il “contesto” del parco con la sua silente e schietta immagine di bellezza urbatettonica. Lʼ area individuata nel Comune di Grottaglie per collocare lʼ attrattore culturale a scala urbana (e territoriale) – PARCO DELLA MUSICA, DEL TETRO E DELLE ARTI SCENICHE – e il GRANDE PARCO VERDE URBANO, interessa tutta una “isola urbana” storicamente definita e conclusa, estesa circa 94.527,67 mq (9,45 Ha), posta sul margine a sud-ovest dellʼ intero abitato e a diretto contatto con il Centro Storico. Eʼ di forma più o meno trapezioidale compresa e delimitata da via Partigiani Caduti (S.S. Appia), via Martiri dʼUngheria – via XXIV Maggio, via Oberdan che si interseca con viale stazione. Detta “ISOLA URBANA” (o maglia urbana, o unità di intervento) è sostanzialmente inedificata tranne per degli edifici privati che interessano e chiudono metà del prospetto su via Partigiani caduti e per alcuni edifici pubblici, una scuola, la sede del municipio e dellʼ edificio postale che attengono la parte “alta” dellʼarea prospiciente via Martiri dʼ Ungheria – via XXIV Maggio e lʼinizio di via Oberdan. Complessivamente, fra edifici pubblici e privati, allo stato di fatto, la superficie coperta dallʼ edificato è di circa lʼ 11,66%13 dellʼ intera maglia urbana. Lʼ isola urbana individuata, oltre ad avere una posizione più o meno baricentrica rispetto a tutta lʼarea territoriale del “bacino di utenza” che si considera, gode soprattutto della prossimità immediata e quindi della facilità di connessione con le reti trasportistiche primarie già esistenti: – lo svincolo con la Superstrada TA-BR; – la Stazione Ferroviaria TA-BR che potrà svolgere anche la funzione di Metropolitana leggera di superficie; – lʼ aeroporto (persino!); – è tangente alla Strada Statale Appia TA-BR; – la Provinciale 86 che collega i comuni del versante sud-est sfocia direttamente in via Oberdan. Tuttavia si è prevista la possibilità di una “bretella” di poche centinaia di metri, da realizzare parallelamente al tracciato ferroviario per sfociare direttamente davanti al piazzale della stazione, dellʼ Autoparco e del grande parcheggio, ovvero a 50-100 metri dal complesso del TEATRO – AUDITORIUM. Inoltre, per il completamento infrastrutturale, si è prevista la realizzazione di un Autoparco per circa 20 Autobus di linea e urbani individuato nellʼ area adiacente alla Stazione Ferroviaria, oltre che un grande parcheggio per 275 pa, e un bike-park per circa 200-250 cicli ubicato in fondo a via Oberdan proprio difronte al Teatro – Auditorium. Ovviamente, tutto mitigato da una fitta vegetazione di piante e fiori, e di alberi. Lʼ area è posta perifericamente allʼ abitato cittadino di Grottaglie, allʼ ingresso della “PORTA DELLA CITTÀ” e adiacente al “Piazzale della Stazione Ferroviaria, per cui, per raggiungerla con i mezzi motorizzati, non bisogna assolutamente attraversare la Città.
I CARATTERI ANTROPO-MORFOLOGICI, PAESAGGISTICI – AMBIENTALI
I caratteri Paesaggistico-ambientali dellʼ area di intervento, dispiace dirlo, sono stati compromessi, principalmente, proprio dalla edificazione pubblica esercitata negli anni ʼ50 e ʼ60 del 1900 lungo via XXIV Maggio e via Martiri dʼ Ungheria (lo stradone), rovinando la splendida vista dello SKYLAND del Centro Storico che si poteva godere quando lo si guardava dal basso, percorrendo via Partigiani Caduti o via Oberdan. Ma soprattutto, si soffre, quando si guarda dallʼ alto, dallo “stradone”, per aver eliminato la ringhiera (il belvedere) su cui si affacciava (e si affaccia) lo stesso Centro Storico, dal quale un tempo si poteva godere lʼ emozione e lʼ incanto di un paesaggio meraviglioso, scoprire

la bellezza dei sottostanti ben curati “giardini urbani fioriti di ortaggi” e, alzando lo sguardo e allargando la vista stupirsi ancora di più della suggestiva vasta campagna grottagliese, e provare lʼ emozione della “vastità ”del territorio” fino a scorgere la piana di Taranto e i seni del Mar Piccolo. (vedi foto) Lʼ isola urbana che interessa il progetto ha un forma prevalentemente trapezioidale (isoscele/trapezioidale) e si apre a ventaglio proprio sul prospetto sud-ovest della frastagliata muraglia costituita dal gioco sapiente delle facciate (e dei volumi) del Centro Storico della ridente cittadina di Grottaglie. Altimetricamente lʼarea di intervento ha un andamento trasversale mediamente pianeggiante, mentre longitudinalmente riportando una morfologia pendenziale molto interessante per la presenza di una “scarpata” (limmitone), con tre spezzate stabilisce un salto di quota complessiva di circa 19,00 metri tra via Martiri dʼUngheria (casa comunale) e la parte bassa della maglia sullʼ intersezione via Martiri dʼUngheria con via Oberdan, ovvero per la quota (±0,00) prevista per il “piano di campagna” del Grande Teatro – Auditorium. Nella parte più bassa, dove sarà ubicata lʼ infrastruttura teatrale, e fino al “limmitone”, la pendenza del piano di campagna è minima, il 2,24% e perciò favorevole allʼ inserimento e alla funzionalità degli interventi e degli impianti previsti. Lʼarea delʼ isola urbana, ancorché interessata da una edificazione posta sui suoi margini, allo stato di fatto di circa lʼ 11,66%, tuttavia riveste unʼ interesse morfologico e paesaggistico-ambientale assai interessante perché costituisce il “parterre” dello skyline del prospetto sud-ovest del Centro Storico. In sintesi, Planimetricamente essa si definisce con una superficie a “ventaglio” lievemente rivolta verso lalto, che aprendo la vista sul Centro Storico le fa da “passepartout” naturale. Lʼintervento progettuale manterrà detti caratteri paesaggistico-ambientali, anzi li evidenzierà e li metterà in risalto.
INTERVENTO URBATETTONICO
Lʼ intervento progettuale a scala urbana – ma a valenza territoriale – prevede la costruzione di un “attrattore Culturale multifunzionale” con una superficie lorda coperta complessiva di circa 5.500 mq, ovvero di un TEATRO – AUDITORIUM per 1200 posti circa integrato con Ambienti, Sale, Laboratori, Uffici e servizi di ogni genere e tipo per consentire la Formazione, la Produzione, la gestione e la funzionalità dellʼ intera struttura. Tutta la restante area non occupata da strutture pubbliche e private, segnatamente 50.500 mq17, è lasciata per il GRANDE PARCO VERDE URBANO polifunzione, ovvero a verde pubblico intrattenendo la possibilità di disporre di un utile “parterre/cavea verde naturale” di 20.500 mq18 per i Concerti e attività scenico-teatrali allʼaperto. Come si evince dalla Planimetria Generale di Progetto (Tav. P.a/01.b) lʼattrattore culturale viene ubicato, e attentamente orientato sulla bisettrice degli assi stradali, nella parte più stretta e più bassa (quota ± 0,00)19 dellʼ area di intervento, ovvero 19,00 mt sotto la quota stradale di via XXIV maggio/partigiani caduti. Ciò non solo per primarie ragioni funzionali, di sicurezza e di servizi, ma anche, e soprattutto, per rispettare, salvaguardare ed esaltare i valori ambientali e paesaggistici del contesto di intervento, ovvero per offrire alla collettività significativi “scorci” di “BELLEZZA URBANA”. Quindi, al fine di: a. per chi guarda dal Centro Storico, ovvero dallʼalto: consentire che dalle finestre e dai balconi sulle facciate delle case sullo “stradone”, ma soprattutto dalle terrazze delle case del Centro Storico, si continuasse a godere delle viste panoramiche sulla campagna grottagliese e fino allʼ orizzonte, essendo la “copertura del teatro” sottoposta e visibile solo sul suo dorso curvo e declinante proprio verso il suo stesso piano di campagna. Così già dal piano terra del Municipio si potrà vedere il “dorso” della copertura oltre il prospetto del grande Teatro; b. per chi guarda dalla campagna, ovvero dal basso: non ostruire (o ostruire il meno possibile) la vista di quello che è rimasto dello skyline del Centro Storico. Perciò la copertura del Teatro, ha un andamento pendenziale parallelo alla linea di campagna, ovvero partendo da sud-ovest declina verso lʼ alto. Tuttavia la parte più alta della stessa copertura rimane poco sopra (2,5 mt) la linea di attacco al piede del fabbricati storici su via Martiri dʼUngheria e via XXIV Maggio;
c. individuare i punti di vista strategici e delineare le linee di fuga della fruizione visiva (e dellʼ impatto estetico) che si vengono a creare su via Partigiani Caduti e su via Oberdan – per chi arriva e per chi lascia la città, in auto o a piedi – raccordando i propri edificati con il punto di fuga della copertura (parallela agli assi stradali) appositamente fatto cadere e coincidere con la quota di campagna (± 0,00) posto allʼ ingresso della città e allʼ inizio della campagna stessa. Nonostante la folta presenza di alberi e di verde che schermano e mitigano lʼ impatto visivo sui tre lati stradali, tuttavia la “pendenzialità” (8,3%) e i “multi raggi di curvatura” della copertura sono stati appositamente studiati per accompagnare la fruizione della stessa “lastra” di copertura, e delle superfici verticali sottostanti, secondo le pendenze stradali: in senso “crescente” per chi arriva e “decrescente” per chi lascia la città e incontra la campagna. d. esercitare lʼ effetto “focus” regolando le aperture di campo sul Centro Storico! Il polmone a verde di servizio, appositamente ideato e posto a ridosso del Teatro e al congiungimento di via Partigiani Caduti con via Oberdan, oltre che per ragioni estetico-ambientali, è previsto anche per mitigare lʼimpatto visivo “immediato” che dopo la curva della S.S. Appia si viene a determinare soprattutto per la presenza dei mezzi di servizio e dʼ opera dello stesso Teatro. Al contempo lo si utilizza per accompagnare lo sguardo verso la sorpresa e il crescente incanto della scoperta del paesaggio e dello skyland del Centro Storico, man mano che si transita parallelamente e al fianco della architettura della struttura del teatro, lungo via Partigiani caduti e via Oberdan: e. consentire di mantenere il Grande “Parco Verde Urbano il più esteso possibile (50.500 mq) e di collegarlo con le altre aree aperte, i servizi municipali e, soprattutto renderlo direttamente accessibile e fruibile dal Centro Storico, ovvero a servizio di questʼ ultimo; f. utilizzare la morfologia del terreno, il declivio pendenziale e la scarpata (il limmitone) come naturale scenografia urbana per le attrattive del Centro Storico; g. facilitare le possibilità di accesso, dei soccorsi, di sicurezza, di igiene urbana e dei servizi allʼinfrastruttura; h. mantenere, anche per ragioni estetiche e di decoro urbano e paesaggistico, ma soprattutto funzionali, tutti i servizi per gli operatori, i dipendenti, e le compagnie di spettacolo che vi interverranno (parcheggi auto e Tir, eventuali attrezzature mobili, ecc.) nel retro della infrastruttura stessa (versante stazione e autoparco), opportunamente protetti dalla fitta vegetazione arborea; i. consentire la facilità di accesso, operatività e di collegamento alle reti trasportistiche primarie (Superstrada TA-BR, Ferrovia, statale Appia, Aeroporto, ecc.) oltre che ai mezzi di soccorso, di sicurezza e di servizio. IL RESTAURO MORFOLOGICO E PAESAGGISTICO DEL SITO Doverosa prioritaria attenzione e fondamentale importanza è stata riservata dallo studio del progetto urbano al “genius loci”, ovvero, al recupero e alla salvaguardia dei valori socio-culturali e storici contenuti nel contesto “agro-urbano”, ancorché periferico, e dei Caratteri antropomorfici, vernacolari e paesaggistico

ambientali dellʼ area di intervento. Avendo memoria storica diretta del luogo, per averlo personalmente vissuto già dallʼ infanzia, ancorché le significative trasformazioni edilizie intervenute negli ultimi sessanta anni, fortunatamente è ancora possibile individuare gli elementi e i caratteri salienti che consentono un imprescindibile restauro morfologico e paesaggistico dellʼ intervento urbano, seppure di tipo leggermente “innovativo”, o con alcune note innovative. Lʼ intervento progettuale si propone di non alterare, più di quanto lo siano stati in passato, i caratteri morfologici, paesaggistici e ambientalistici del sito, e soprattutto la vista del Centro Storico per chi arriva da fuori Grottaglie e della “Piana” di Marpiccolo per chi guarda dai pochi vuoti rimasti sullo “stradone” e dalla Terrazza del Belvedere. Tuttavia non sono state tralasciate le considerazioni e gli aspetti che attengono alla “Economia Urbana” dellʼintervento e alla sua appetibilità imprenditoriale. Il belvedere: Ancora nei primi anni ʼ60 del 1900, dal lungo “stradone” che costeggia è chiude a sud-ovest “la muraglia” (lʼinsieme delle facciate) dello stesso versante sud-ovest del Centro Storico, dallʼaltro lato, totalmente inedificato, era possibile e consentiva di gettare la vista sulla vasta, splendida ed emozionante piana a valle, ed allargarla dallʼ altura di Salete fino allo Jonio per godere di un panorama bello e suggestivo, fino a vede i seni del “Mar piccolo”, la città di Taranto e lʼ orizzonte. Tutto ciò era favorito anche dalla altimetria dello “stradone” stesso (ancora presente) rispetto ai sottostanti storici “giardini fioriti degli ortolani”, aprendosi a balconata sul territorio posto a valle, e per tutta la sua lunghezza. Quel contesto era così antropicamente interessante e morfologicamente suggestivo da essere riportato nelle più significative “cartoline” di viaggio/ricordo della Città di Grottaglie del tempo. (Foto 1) Oggi, purtroppo, quella bellissima lunga “ringhiera–terrazza” panoramica non esiste più, se non per un breve tratto a ridosso del “Cinema Vittoria”. Per la quasi totalità della sua lunghezza quel balcone è stato chiuso da una serie di edifici, prevalentemente pubblici. Ciò nonostante la proposta progettuale che descriviamo, ripristina il più possibile detta “panoramicità”, soprattutto recuperando e rendendo fruibile e utilizzabile la grande “terrazza” di 3.500 mq circa, attualmente posta a copertura della depositeria comunale e, assurdamente tenuta a parcheggio per poche decine di auto e, in alcune parti occupata con dei volumi tecnici che rompono la visualità. Quando invece, può essere un significativo spazio-piazza per il belvedere e per lʼentertainment allʼaperto del Centro Storico, e non solo di esso. Il “limmitone” Nella tradizione della civiltà contadina grottagliese, nelle campagne i “salti di quota” dei terreni agrari posti a coltivazione26, generalmente venivano risolti sfruttando lʼangolo di attrito del terreno stesso, ovvero raccordandolo in pendenza. Pertanto, il “limmitone”27 è la scarpata che definisce il salto di quota (4,20 mt circa) fra la parte più bassa dellʼarea – a lieve pendenza, 2,24% circa – e quella superiore che, continuandosi con una pendenza più sostenuta (5,98% circa) arriva fino a via XXIV Maggio. Per come veniva coltivato e tenuto dagli ortolani è un segno antropo-morfologico molto importante e forte (230 mt x 4,20 mt H circa) soprattutto suggestivo e scenografico che non può essere assolutamente modificato o sottaciuto perché interessa, per quasi tutta la sua lunghezza molta parte della “base” del prospetto sud-ovest del Centro Storico e che perciò, per le sue significative dimensioni merita assolutamente non solo di essere evidenziato ma, soprattutto, valorizzato, magari piantumandolo, come facevano gli antichi ortolani, con piante e fiori (ma anche con peperoncini, ravanelli, radicchio, pomodori, ecc.) sì da costituire un “benvenuto” agro-floreale e un arricchimento morfologicovegetativo perché visibile da lontano e soprattutto per chi arriva dalla via Appia (S.S. 106) o anche da chi percorre la superstrada TA-BR o viaggia in treno. La scalinata del belvedere Per passare dalla parte bassa del “giardino del gelso bianco”, alla parte superiore della scarpata e quindi portarsi sotto via XXIV Maggio, più o meno nel mezzo del “limmitone” cʼera (credo siano ancora visibili i resti) una piccola scalinata realizzata in conci di tufo posta fra due colonne sempre in tufo. Per dare importanza al sito, e per consentire il collegamento diretto di tutto il “parco urbano a verde, segnatamente del parterre destinato agli eventi e per i concerti allʼaperto e della musica” e dello stesso “TEATRO” con via XXIV Maggio e quindi con tutto il Centro Storico, si prevede il ripristino di detta scalinata, ampliandola (allargandola) e facendola divenire una “SCALINATA A SCENOGRAFIA URBANA”, necessaria per superare il dislivello, ma anche, e soprattutto “elegante” per esercitare le “discese artistiche” per eventi, performance e manifestazioni teatrali allʼ aperto.
Ovviamente sono previste anche rampe laterali per lʼeliminazione delle Barriere Architettoniche. La “strettola” Un vecchio camminamento sterrato (tratturo) largo poco più di 1,50 mt, che proprio per le ridotte dimensioni veniva denominato dagli stessi ortolani – “strettola” – esisteva per attraversare, accorciando le distanze, lʼintero triangolo agrario-fondiario (oggi isola urbana),

oltre che per porsi in continuità con la vicinale strada comunale che conduceva (e conduce) fino alle campagne di “Montecastro”.
Negli anni ʼ80 del secolo scorso, la municipalità di Grottaglie decise di allargare detto “camminamento” portandolo a circa 4,50 mt. e asfaltava la sua superficie per consentire anche il passaggio delle auto oltre che di qualche mezzo agricolo. Ritenendo detto “camminamento” visivamente e morfologicamente rilevante e funzionale alla percorribilità di attraversamento, e soprattutto per la riaffermazione della memoria storica (genius loci), nel contesto progettuale viene assolutamente conservato e valorizzato. Eliminando lʼasfalto e ri-pavimentando con basole di pietra calcarea (di Trani) resterà allʼ interno del Grande Parco Verde Urbano e continuerà a consentire esclusivamente il passaggio pedonale e ciclabile allʼ interno della maglia urbana (anche per accorciare le distanze) e ai soli mezzi di servizio, di sicurezza e di soccorso. LʼATTRATTORE KULTURALE: IL TEATRO – AUDITORIUM

Lʼ intervento prettamente “ARCHITETTONICO” riguarda una struttura polifunzionale complessa con una superfice complessiva lorda coperta di circa 5.500 mq. Si articola su diversi livelli funzionali e, sommariamente comprende: – al piano terra la Sala TEATRO – AUDITORIUM per complessivi 1.200 posti, – un palco con un “boccascena di 25 mt e 12 mt di profondità (400 mq circa di superficie); – tutti i servizi di retropalco, camerini e servizi vari per gli attori, scenografi e coadiuvatori e/o ausiliari allo spettacolo, unità propria per il regista, trucco e parrucco, vani e servizi tecnici per gli impianti, ascensori, spazi e locali accessori per “sale prove”, con accessi sia dal palco di sala che “autonomi”, direttamente dallʼ esterno, dalle parti laterali e retrostante il contenitore polifunzionale; – foyer, biglietteria, sicurezza, ambienti tecnici e di servizio, guardaroba, Bar, ristori vari, ecc; – ai livelli intermedi e superiori, oltre alla “galleria” 30 sono previsti gli ambienti e sale per le Direzioni e lʼ amministrazione, oltre a sale per lo studio, una cineteca e di uno spazio espositivo per mostre e marchandising; – al piano interrato, con accesso primario dalla parte posteriore del contenitore polifunzionale, diviso in vari ambienti ampiamente arieggiati e illuminati, sono ubicati i reparti di costume e scenografia, i laboratori sia teatrali che di spettacolo, gli ambienti per la formazione e la produzione musicale e videotelevisiva; tutti volumi tecnici (elettricisti, luci e audio, falegname e fabbro, depositi, ecc.); – Con accessi indipendenti direttamente dallʼesterno, ma anche dal foyer al piano terra del Teatro-Auditorium, si prevede la possibilità di realizzare altre due sale minori – da 150 e 250 posti – per spettacoli riunioni e convegni, oltre che per il TEATRO DEI RAGAZZI. Come si è accennato, Lʼ ATTRATTORE CULTURALE viene posizionato in modo tale da conservare il più possibile la vista di quel che resta del “panorama storico”, ovvero della frastagliata muraglia costituita dal gioco sapiente dei volumi e delle bianche/grige facciate sotto la luce del sole caldo del centro storico della ridente cittadina di Grottaglie. Per tali ragioni particolare importanza e impegno progettuale ha comportato (e comporterà) lo studio della “COPERTURA” e dei suoi raggi di curvatura, sia nelle sue dimensioni planimetriche che altimetriche mantenendola, nelle sue linee e curvature la più bassa possibile, e soprattutto lʼangolo di inclinazione verso lʼalto (appena 8,3%), della stessa sempre tangente agli stessi “raggi di curvatura”. Tutto ciò – specie per chi guarda/percorre via Partigiani Caduti o via Oberdan – per non entrare in competizione o in conflitto , e per non disturbare e/o aggredire unʼopera dʼarte già conclusa e frutto di unʼopera collettiva di civiltà come il Centro Storico. Infatti si ritiene sia assolutamente necessario che il “plafond” di copertura si dimostri “leggero”, “anonimo” e visivamente “innocuo” (non aggressivo alla vista), sia nella forma che nei materiali di sua costruzione: superficie a “vista cielo”, totalmente rivestita, senza soluzione di continuità, con moduli “fotovoltaici”36 realizzati in lastre perforanti di vetro solare, nella colorazione “maculata verderame”, tipica del rame ossidato e invecchiato, per contenere lʼimpatto visivo e per meglio mimetizzarsi con tutta lʼarea verde del parco e della campagna circostante.

IL GRANDE PARCO VERDE URBANO IL PARTERRE VERDE PER I CONCERTI ALLʼ APERTO per 20.000 spt In primis va ribadito che lo spazio pubblico dellʼ intervento che trattiamo è disegnato principalmente dalla orografia del suolo che, come già nella sua storia, lo si mantiene integralmente, comprese le sue orografie e morfologie. Da considerare che dei 50.500 mq (5,05 Ha) previsti in progetto e destinati a Parco e verde pubblico attrezzato, ben 20.500 mq (2,05 Ha) costituenti il parterre verde – per risultare multifunzionali39 – sono stati studiati per essere tenuti a “parco allʼ inglese”, ovvero a PARTERRE per i concerti, eventi e manifestazioni allʼ aperto, oltre che per attività ludico-sportive, di relax e di intrattenimento in genere. La capienza minima di detto parterre, in funzione della sua estensione, in caso di eventi e manifestazioni di ogni genere e tipo (concerti musicali, rappresentazioni teatrali, manifestazioni politiche e sindacali, ecc.) potrà supportare la presenza di almeno 20.000 spettatori (1,00 mq/spt).

Il palco mobile Per consentire di svolgere tutte le attività innanzi espresse, e soprattutto che tutta la compagine strutturale dellʼ impianto urbatettonico progettato non soffrisse di “vuoti di operatività”, specie nei periodi estivi (ma anche nei concerti invernali), si è prevista la possibilità della realizzazione di un “palco mobile”, totalmente esterno e staccato dallʼ infrastruttura architettonica del Teatro-Auditorium, proprio per garantire la continuità e lo svolgimento delle attività allʼ aperto e in qualsiasi momento dellʼanno. Detto palco – delle dimensioni modulari che possono raggiungere i 50 metri di “boccascena” (prospetto) e i 12 metri di profondità, per complessivi 600 mq di “piattaforma” – viene ubicato davanti, ma sufficientemente staccato, al prospetto nord-est del TEATRO – AUDITORIUM e da questʼ ultimo usufruisce di tutti gli impianti tecnologici e servizi necessari al suo funzionamento. Inoltre, considerati i costi di “affitto” di un palco di simili dimensioni, e le attrezzature necessarie per il suo funzionamento, si è previsto che lo stesso palco, nei vari moduli (12,5 – 25,0 – 12,5) venisse realizzato in maniera autonoma, propria e stabile. Ossia, dotato di sistema telescopico posto sotto ogni modulo e azionato idraulicamente, la piattaforma viene fatta scendere e/o risalire nel/dal suo stesso vano (fossa palco) appositamente realizzato sotto di esso e già connesso con tutte le reti impiantistiche e i servizi tecnici di cui ha bisogno. Quando il palco è ritirato nella sua fossa, la sua copertura costituisce piattaforma di calpestio davanti al Teatro, offrendo un segno evidente, esteticamente interessante, della sua presenza. Avendo costi di gestione sostenibili, il palco, o semplicemente la sua piattaforma, possono essere azionate anche più volte durante la stagione o, addirittura, nella stessa giornata. LʼAUTOPARCO – BICIPARKING Per le esigenze di servizio e funzionali a tutto lʼimpianto urbatettonico previsto e allo stesso Parco Verde Urbano, per le esigenze della “intercomunalità” dello stesso e per quelle derivanti dalle interconnessioni trasportistiche delle reti stradali e ferroviaria (metropolitana leggera di superficie), adiacente e a margine dellʼarea di intervento, ossia del Teatro, fra via Oberdan, viale stazione e la Stazione ferroviaria stessa, un ʼarea della superficie complessiva di circa 14.000 mq è stata riservata per realizzare un ampio parcheggio interurbano per 20 autobus urbani e di linea, un parcheggio per 275 posti auto e un biciparking per oltre 200-250 postazioni.
LA PORTA DELLA CITTAʼ DI GROTTAGLIE
Dalla sistemazione del “nodo” stradale in cui confluiscono i raccordi viari – via Appia, via Stazione, via Partigiani Caduti, via per Monteiasi, via oberdan – viene naturale, anche per motivi di sicurezza stradale, la realizzazione di una “rotatoria” (ellittica) che per le sue ampie dimensioni (800 mq circa) ben si presta a costituire e divenire la “Porta della Città di Grottaglie”. Ovviamente sarà oggetto di studio proprio, magari di un concorso di idee fra artisti, per individuare la migliore proposta progettuale da realizzare ovvero la migliore qualificazione per la Città. PIANO ECONOMICO – FINANZIARIO di GESTIONE . Come si è detto, la realizzazione di un TEATRO – AUDITORIUM a scala e valenza INTERCOMUNALE e di AREA VASTA risponde ad obiettivi strategici non solo per la città che lo detiene ma anche per il suo territorio. Il modello Organizzativo, Gestionale e Controllo ….. Grottaglie, 16 agosto 2021 Arch. Antonio & Chiara FANIGLIULO”