Il Comune partecipa al bando regionale PR Puglia FESR-FSE+ con l’intervento “VARCO”. Obiettivo: trasformare la storica torre in un polo culturale innovativo e inclusivo. Il Castello Episcopio di Grottaglie si prepara a una nuova vita. La Giunta Comunale ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica denominato “VARCO”, finalizzato alla valorizzazione della Torre del maniero. L’iniziativa punta a intercettare i fondi dell’Avviso Pubblico regionale per la tutela del patrimonio culturale non statale, con un finanziamento massimo richiedibile di 3 milioni di euro.

Il progetto “VARCO” non si limita al restauro architettonico, ma mira a trasformare la torre in un luogo di cultura multifunzionale. In linea con le direttive regionali del PR Puglia 2024-2027, l’intervento si concentra su due pilastri: il recupero delle infrastrutture storiche e l’accessibilità universale. L’obiettivo è abbattere le barriere fisiche, sensoriali e cognitive, rendendo il sito fruibile anche alle fasce più vulnerabili della popolazione.
Il Comune di Grottaglie, che ha recentemente regolarizzato la disponibilità del bene tramite un contratto di comodato con l’Arcidiocesi, punta forte sull’innovazione sociale. La proposta prevede infatti il coinvolgimento di imprese culturali, creative e del Terzo Settore. Attraverso percorsi di co-progettazione e partenariati pubblico-privati, la gestione del sito sarà orientata alla sostenibilità e alla partecipazione attiva della cittadinanza.
L’avviso regionale impone vincoli precisi: le spese per ristrutturazione e restauro non possono superare il 50% del costo totale, mentre una quota significativa deve essere destinata al re-design dei servizi e agli allestimenti tecnologici.
“Questa partecipazione rappresenta un’opportunità concreta per il nostro patrimonio,” fanno sapere da Palazzo di Città. Con la proroga dei termini al 30 aprile 2026, l’ufficio Progetti Speciali ha accelerato le procedure per garantire che la candidatura di Grottaglie sia pronta a competere per quello che potrebbe essere uno dei più importanti interventi di rigenerazione culturale degli ultimi anni.
L’istanza di finanziamento si inserisce nell’Azione 8.7, dedicata al ruolo della cultura nell’inclusione e nell’innovazione sociale. Il progetto punta a ottenere il contributo massimo concedibile di € 3.000.000,00, nel pieno rispetto dei vincoli di ripartizione dei costi imposti dal par. 3.1 dell’Avviso:
- Restauro e Ristrutturazione (Azioni a, b): Spese contenute entro il limite del 50% del costo totale ammissibile.
- Re-design dei servizi (Azione f): Spese non superiori al 25% del budget.
- Azioni complementari: Il progetto integra interventi obbligatori su accessibilità (fisica e cognitiva), allestimenti e creazione di “Officine di Storia e Arte”.

Condizione necessaria per la partecipazione è stata la regolarizzazione del titolo di detenzione del bene. Il Comune ha infatti perfezionato un contratto di comodato con l’Arcidiocesi Metropolitana di Bari (registrato il 28.04.2026), garantendo la piena disponibilità della Torre del Castello Episcopio per un periodo congruo ad assicurare l’ammortamento degli investimenti (minimo 5 anni dal collaudo).
Sotto il profilo progettuale, l’intervento è stato redatto ai sensi dell’art. 41 del D.Lgs. 36/2023 e dell’Allegato II.18, data la natura vincolata del bene culturale. Oltre alla rifunzionalizzazione strutturale, il punteggio tecnico sarà determinato dalla capacità di attivare Partenariati Pubblico-Privati (PPP). In linea con gli artt. 55 e 56 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), la gestione post-intervento dovrà prevedere forme di co-progettazione con Enti del Terzo Settore e imprese creative per garantire la sostenibilità economica e sociale del sito.
L’intera documentazione tecnica, identificata dal CUP J49D26000000006, sarà trasmessa telematicamente entro il termine prorogato del 30 aprile 2026, pena l’inammissibilità dell’istanza.