cassese ferrarese

“Ho visto il video di Dataroom di Milena Gabanelli sui Giochi del Mediterraneo di Taranto e, francamente, non lo condivido per niente.

Lo dico avendo seguito questa vicenda da parlamentare sin dall’inizio e avendo contribuito, insieme ad altri rappresentanti del territorio, all’ottenimento del primo stanziamento nel 2019 che consentì di avviare il percorso verso i Giochi del Mediterraneo.

Le critiche sono sempre legittime, soprattutto quando riguardano opere pubbliche e risorse pubbliche. Ma le critiche dovrebbero partire dai fatti e dal contesto.

E il contesto è che questi Giochi hanno rischiato seriamente di non essere realizzati a causa di anni di ritardi, della burocrazia e delle conseguenze della pandemia. Quando è intervenuta la struttura commissariale, molti ritenevano ormai impossibile recuperare il tempo perduto.

Invece, in pochi mesi, sono stati avviati e portati avanti contemporaneamente decine di cantieri per realizzare stadi, palazzetti, piscine olimpioniche e infrastrutture sportive che resteranno al territorio ben oltre la durata dell’evento. Non opere marginali, ma impianti di livello nazionale e internazionale, molti dei quali non hanno eguali nel Mezzogiorno.

Non ho mai militato nel centrodestra, ma proprio per questo non ho alcuna difficoltà a riconoscere che la scelta del Governo di affidare a Massimo Ferrarese il ruolo di Commissario si è rivelata decisiva. Ha assunto una responsabilità enorme in un momento in cui molti consideravano questa sfida ormai compromessa e ha guidato un lavoro che sembrava impossibile, superando ostacoli enormi, compresi oltre cento giorni di pioggia che hanno rallentato i lavori ben oltre le medie stagionali.

Per questo trovo ingeneroso un racconto che finisce per oscurare ciò che è stato realizzato e il lavoro di centinaia di persone che hanno consentito di raggiungere questo risultato.

Taranto ha già dato moltissimo all’Italia e ha pagato prezzi altissimi nel corso degli ultimi decenni. Oggi, finalmente, ha l’opportunità di dotarsi di infrastrutture moderne e di costruire una prospettiva diversa per il futuro.

Si può discutere di tutto. Ma non si può ignorare la realtà dei fatti.

Taranto merita rispetto. E merita che la sua rinascita venga raccontata con equilibrio, onestà intellettuale e senso della realtà.”

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