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Nessun ricatto. Solo la realtà di un servizio di Alta Velocità che, come avviene in molte altre parti d’Italia, è organizzato secondo le regole del mercato.
Parlare di “ricatto” significa raccontare ai cittadini una realtà diversa da quella dei fatti.
I collegamenti FRECCIAROSSA sono servizi a MERCATO.



Cosa significa? Che quando una tratta o il prolungamento di un collegamento non è economicamente sostenibile con i soli ricavi dei biglietti, le Regioni possono scegliere di sostenerlo con proprie risorse.
Succede da anni in Basilicata, è accaduto in Campania per i collegamenti fino a Sapri e lo stesso modello è stato adottato per altri servizi come quelli verso Perugia e Sibari. Sul Frecciarossa per Taranto, ancora una volta si preferisce alimentare polemiche invece di spiegare ai cittadini come stanno realmente le cose.
Per questo è positivo che anche la Regione Puglia abbia finalmente compreso che, per garantire un collegamento strategico come quello per Taranto, è necessario fare ciò che fanno altre Regioni: impegnare risorse proprie, così come ha fatto la Regione Basilicata accollandosi gli oneri della Puglia.
Purtroppo c’è chi continua a preferire il populismo alla verità. È più semplice cercare un colpevole che assumersi le proprie responsabilità. Da tempo assistiamo allo stesso schema: ogni problema viene attribuito a qualcun altro. Prima il Governo nazionale, poi il Presidente Emiliano, poi i consiglieri regionali, oggi ancora il Governo.
Mai una riflessione autocritica, mai l’assunzione di una responsabilità diretta.
I tarantini, però, non hanno bisogno di parole, né di piagnistei. Hanno bisogno di fatti.
I fatti li aspettiamo ancora sui Giochi del Mediterraneo, dove speravamo che la Regione facesse fino in fondo la propria parte con investimenti concreti e non con pochi spiccioli.
Li aspettiamo sulla sanità, dove liste d’attesa, carenza di personale e servizi insufficienti continuano a penalizzare i cittadini.
Quando vedremo la Regione Puglia destinare risorse importanti e strutturali a Taranto, allora potremo parlare di un vero cambio di passo. Fino ad allora, gli annunci non bastano.
I tarantini sono stanchi delle promesse. Sono stanchi della propaganda. E sono stanchi di vedere il Partito Democratico più impegnato a spartirsi le poltrone della Giunta comunale che a dare risposte ai problemi reali della città.
Noi continueremo a lavorare con serietà perché Taranto abbia ciò che merita: infrastrutture moderne, servizi efficienti e investimenti concreti. Perché Taranto ha bisogno di fatti, non di slogan”.

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