IL FESTIVAL DELLA CERAMICA: L’APPUNTAMENTO DELL’8 E 9 AGOSTO.https://youtu.be/SOO_kSUeiDA
L’8 e il 9 agosto, il Quartiere delle Ceramiche di Grottaglie si trasforma nel palcoscenico del Festival della Ceramica. Questo evento celebra l’eccellenza artigianale pugliese, riunendo maestri figuli, artisti e visitatori da tutta Italia. Le storiche vie si animano con mostre, laboratori all’aperto e aperture straordinarie delle botteghe. È un viaggio sensoriale tra tradizione e innovazione fittile. In questa cornice unica spicca la presenza della Bottega Vestita di Mimmo Vestita, un vero punto di riferimento per l’arte ceramica nazionale.
BOTTEGA VESTITA- 345 4957935

UN ANGOLO DI PARADISO NEL CUORE DI GROTTAGLIE
“Un angolo di Paradiso nel centro del Salento”. Così si presenta la casa-museo e bottega di Cosimo detto “Mimmo” Vestita, artigiano-artista “illuminato”, che ha impresso una profonda innovazione nella produzione della ceramica artistica pugliese e nazionale. Mimmo ha scritto una pagina importante nell’ambito urbanistico e del recupero architettonico, artistico e culturale, valorizzando la sua dimora nel centro del suggestivo quartiere delle ceramiche di Grottaglie.

Grottaglie è la città delle grotte. I primi insediamenti rupestri nacquero nelle aperture naturali delle pareti delle gravine. Furono poi allargati con scavi e ampliati con ambienti annessi. Questo non costituisce un unicum nel territorio tra Taranto, le Murge e la Basilicata. A Grottaglie, però, si verifica una singolare concentrazione dell’attività ceramica nella gravina di San Giorgio. Qui oggi sorge il Quartiere delle ceramiche, o ‘dei camini’ (camenn’re nel toponimo dialettale). Il fondo della gravina è oggi un comodo dedalo lastricato e asfaltato. Ai lati delle strade, le botteghe conservano le pareti e le volte annerite dalla fuliggine delle vecchie fornaci. In quegli ambienti per secoli si sono consumate l’arte ‘ruagnara’, incentrata su oggetti di uso comune, e l’arte ‘faenzara’, relativa alla produzione di ceramica fine, ingobbiata e decorata.
Al centro della Gravina di San Giorgio è collocata la casa-museo di Mimmo Vestita, e sul promontorio del quartiere la “fucina” delle sue opere d’arte ceramica.

IL RECUPERO ARCHITETTONICO E I TESORI RITROVATI
La visita inizia dalla casa di via Crispi. Un tempo era occupata da un notabile locale. Nelle sue cisterne interrate nel tufo “zuppigno”, durante i restauri, sono emersi interessanti reperti di maioliche d’arte faenzara. Nelle pertinenze sono venute alla luce antiche terrecotte di remota fattura, pavimenti in arte edificatoria di epoca romana e lucerne dell’Ottocento nei sotterranei.
Questo nucleo edificato risale alla fine dell’’800 e comprende un giardino padronale. Il giardino custodisce antiche ceramiche depositate con logico ordine, fichidindia secolari, capasoni, antichi secchi in ferro, alberi di melograno e maestose piante di cappero mediterraneo. Queste ultime crescono rigogliose vicino a un antico colonnato che precede lo spazio antistante l’ingresso della stupenda chiesa rupestre medievale dedicata a Santa Barbara, posizionata ai piedi del trecentesco Castello Episcopio (sede del Museo delle ceramiche e dei Presepi).

LA MEMORIA COLLETTIVA COME FUTURO DEL TERRITORIO
In questo luogo della memoria è possibile riscoprire l’importanza dei centri storici. Un piano di recupero si attua sempre per raggiungere obiettivi precisi che assumono il significato di una vera e propria missione.
L’obiettivo culturale è fondamentale: se la propria fisionomia ha una ragione d’essere, le radici vanno individuate, tutelate e valorizzate. La perdita della memoria collettiva influisce sempre sull’assetto di un territorio. Senza memoria il genere umano perde stabilità, vacilla e si disperde. Senza passato un luogo difficilmente riesce a costruirsi un futuro. I monumenti architettonici sono indispensabili per formare un’identità culturale non omogeneizzata, poiché l’obiettivo culturale coincide con il principio di rappresentatività.
A questo si affianca il fattore sociale. Il centro storico rappresenta sempre una comunità e un modo di stare insieme fra classi sociali diverse. Il ricco e il povero convivono e spesso coabitano nello stesso palazzo o nella medesima strada, rappresentando l’intera collettività.

L’IDENTITÀ DELLA BOTTEGA E I PUMI DI MIMMO VESTITA
La bottega di Cosimo “Mimmo” Vestita si trova nel cuore dell’antico quartiere e si raggiunge salendo una piccola rampa di scale. Dalle prime finestre dello spazio creativo si domina l’intero quartiere. Qui l’argilla cotta nel forno si trasforma in vasi, piatti, bicchieri e complementi d’arredo unici. A contatto con questo maestro è facile restare incantati da storie, aneddoti e oggetti insoliti come le pupe baffute, le brocche con i segreti e gli utensili d’uso quotidiano d’altri tempi. Qui il tempo trascorre lentamente e dalla terrazza la vista è mozzafiato.
Il Pumo Tradizionale Giallo e Verde: Un pezzo maestoso che unisce il corpo centrale giallo sole a foglie d’acanto verde brillante. Richiama i colori caldi della terra salentina.
Il Pumo Classico Blu e Giallo: Un elegante contrasto cromatico in cui l’intensità del bocciolo blu cobalto viene esaltata dalla vivacità e dal calore delle foglie giallo ocra, richiamo perfetto alle sfumature del Mediterraneo.
Il Pumo Azzurro e Giallo: Una raffinata e vivace interpretazione che accosta un bocciolo azzurro cielo a foglie rifinite in un brillante giallo sole, perfetto esempio di design artigianale contemporaneo.Il significato simbolico del Pumo

Il Pumo (dal latino pomum, cioè frutto) rappresenta un bocciolo di fiore che sta per sbocciare. È il simbolo per eccellenza della Puglia e racchiude profondi significati tradizionali:
- Buon auspicio e fortuna: Si regala come augurio per un nuovo inizio (case nuove, matrimoni, nascite).
- Prosperità e fecondità: La forma bombata evoca la fertilità e la ricchezza della natura.
- Protezione dal male: Veniva storicamente collocato sui pilastri dei balconi e degli ingressi per scacciare la sfortuna e proteggere la famiglia.
Tra storia, tradizione e design

Le ceramiche invetriate racchiudono elementi simbolici sospesi tra recupero della storia, tradizione popolare, architettura colta e design artigianale. La Bottega Vestita ritrova così saperi antichi e cultura popolare. A partire dal frammento ceramico, custode della memoria del tempo, Mimmo Vestita si pone tra immaginario e tradizione nell’ottica del sogno condiviso di cambiare la realtà, alla costante ricerca di un equilibrio tra cielo e terra.
L’antica Bottega Vestita alla fine dell’’800 era un deposito per la legna. Oggi vi si può visionare una vasta collezione di oggetti antichi della tradizione ceramica grottagliese. Grazie alla sua posizione centrale, dal terrazzo ‘iefo’ (iefu) della bottega si gode una vista a 360° che affaccia direttamente sull’interno del Quartiere.

INFORMAZIONI SULLA BOTTEGA & CONTATTI
La Bottega Vestita si trova nel cuore del celebre Quartiere delle Ceramiche. Gestita da Mimmo Vestita, è un laboratorio storico di ceramica d’arte noto per unire forme tradizionali e design contemporaneo.
| DETTAGLIO | CONTATTO E UBICAZIONE |
| Indirizzo Bottega | Via Santa Sofia 23, 74023 Grottaglie (TA) |
| Date dell’Evento | 8 e 9 Agosto (Festival della Ceramica) |
| Sede Casa-Museo | Via Crispi, Grottaglie (TA) |
| Laboratorio storico, unione di forme tradizionali e design contemporaneo. |
Note utili per i visitatori
- Accesso: La bottega si raggiunge salendo la caratteristica rampa di scale di Via Santa Sofia 23, punto panoramico ideale per ammirare il Quartiere delle Ceramiche dall’alto.
- Esposizione speciale: Durante le giornate del festival saranno visibili i pumi artigianali (sia in stile classico che moderno con dettagli in oro) e la collezione di oggetti antichi custoditi nella struttura.
