” Scuola “laica” a giorni alterni: la strana logica del Sindaco e la polemica svanita nel nulla”.
IL J’ACCUSE DEL 17 MAGGIO E IL SILENZIO DEL 5 GIUGNO

Il caso dell’Istituto Comprensivo “F.G. Pignatelli” di Grottaglie rappresenta il perfetto manuale della contraddizione politica locale. Il 17 maggio 2026, il movimento politico Sud in Movimento lanciava un duro attacco mediatico contro la scuola, contestando la “laicità” dell’istituto per aver ospitato un incontro con l’onorevole Dario Iaia (Fratelli d’Italia), affiancato da esponenti di partito. Una polemica sollevata in nome della tutela dei ragazzi e della neutralità degli spazi educativi, con tanto di interrogativi inquisitori rivolti alla dirigenza scolastica.

Tuttavia, sono bastate tre settimane per far crollare il castello di carte della coerenza politica. Il 5 giugno 2026, lo stesso sindaco Ciro D’Alò (leader del movimento che aveva attaccato la scuola) si è mostrato in ben due distinti incontri pubblici con la medesima scuola “Pignatelli”: la mattina nell’aula consiliare per la premiazione del contest “GiocAmbiente” e la sera nella gremita Piazza Regina Margherita per il concerto di fine anno “Musica in Piazza”, nell’occasione D’Alo’ dichiarava” Piazza Regina Margherita vive di emozioni. La mia giornata da sindaco termina come è cominciata, con le scuole, i giovani. Gli alunni dell’istituto comprensivo Pignatelli portano in piazza la musica, incanalando emozioni ci permettono di esprimere ciò che con le sole parole facciamo fatica. Le note musicali ci aiutano ad abbattere “un muro” e allora lasciamo che il dolore esca in una canzone che ci fa piangere, l’allegria in una che ci fa ballare o cantare a squarciagola.”
UNA LOGICA INESISTENTE: LA PALESE CONTRADDIZIONE
La concomitanza tra l’attacco frontale e le successive passerelle istituzionali evidenzia una totale mancanza di logica lineare. Durante i due incontri del 5 giugno, il Sindaco D’Alò ha mai sollevato con la dirigenza le gravissime riserve espresse dal suo movimento il 17 maggio?
Ha chiesto conto di quella presunta “violazione della laicità scolastica”?
La risposta appare scontata: NO.
Salire sullo stesso palco di una scuola precedentemente additata come “passerella di partito”, sorridere per le foto di rito e incassare il consenso pubblico dimostra che la polemica non poggiava su un reale problema educativo, ma su una pura logica di contrapposizione tra schieramenti.
Quando l’esponente politico è “l’altro”, la scuola va protetta; quando sul palco sale l’amministrazione in carica, la scuola diventa un’eccellenza da premiare.

QUALE DANNO CONCRETO È RIMASTO?
A distanza di tempo, la risposta alla domanda sulle conseguenze reali è netta: nessuno. Passato il clamore mediatico e spenti i riflettori della polemica social, la scuola è rimasta esattamente quella che era. Nessun danno agli studenti: I ragazzi hanno continuato i laboratori didattici Nessuno strascico sui docenti: Il corpo docente ha portato a termine l’anno con successo.
Nessun problema strutturale: La polemica si è spenta da sola perché priva di un reale fondamento di danno pubblico.
A CHI È SERVITA QUELLA POLEMICA?
Quell’episodio non ha tutelato gli studenti, non ha migliorato il delicato rapporto tra politica e scuola e non ha aperto alcun dibattito costruttivo sul ruolo delle istituzioni nei plessi scolastici. È stata esclusivamente l’ennesima bandierina piantata nella comunicazione politica locale. Un uso strumentale della scuola per colpire l’avversario politico del momento, dimenticando che le istituzioni scolastiche andrebbero difese sempre, non solo quando fa comodo al proprio elettorato.

LE DOMANDE APERTE PER IL SINDACO CIRO D’ALÒ
Signor Sindaco, la cittadinanza e il mondo della scuola attendono risposte chiare su questo cortocircuito:
Coerenza politica: Se l’IC Pignatelli era diventato un’aula congressi di partito il 17 maggio, come è stato possibile utilizzarlo il 5 giugno in Aula Consiliare e in Piazza senza alcuna smentita o chiarimento preventivo?
Incontri istituzionali: Durante le premiazioni di “GiocAmbiente” e il concerto serale, ha rappresentato alla Dirigente Scolastica le preoccupazioni espresse formalmente dal suo movimento politico?
Laicità della scuola: Qual è il confine, secondo la sua amministrazione, tra un legittimo incontro istituzionale e una passerella politica, dato che i due pesi e le due misure applicate in questo caso confondono la comunità scolastica?