MARZO – ’98.ZOOM GROTTAGLIE – 8 DISCARICA SI, DISCARICA NO.PER IL CONSIGLIO COMUNALE. E PER I GROTTAGLIESI?
DI PEGASO (Vito Nicola Cavallo per ZOOM diretto da Lilli D’Amicis)
Sulla nostra città starebbe per abbattersi una vera iattura, una discarica di rifiuti speciali. Ci siamo, anche da noi, vogliono trasformare il nostro territorio in una zona ammorbata da rifiuti speciali, il tutto per un tozzo di pane e per tutelare gli interessi di alcuni personaggi che ruotano intorno alla nostra città. Forse qualche lettore avrà visto, al cinema alcuni anni fa il film con Abatantuono: “E’ arrivata la bufera”. In questo film si giocava il destino di un paese intorno ad una discarica, con loschi figuri che alla fine hanno trasformato quel paesino dell’hinterland napoletano in un immondezzaio con il conseguente arricchimento di pochi e l’impoverimento dell’intero paese.

Ma veniamo ai fatti che riguardano la nostra città, negli ultimi mesi del 1996 la “ECOLEVANTE s.r.l.” da Pisa, invia all’Amministrazione Comunale una proposta tecnica economica per la realizzazione di una discarica controllata di II categoria tipo B, finalizzata allo smaltimento, mediante stoccaggio definitivo nel suolo, di “RIFIUTI SPECIALI NON TOSSICI E NON NOCIVI” in un’area di 330.000 metri cubi (venti volte il volume del palazzo di piazza Verdi di 9 piani), di una cava in attività, ubicata in località “La Torre-Caprarica” in agro di Grottaglie lungo la strada statale S.S. 603 in prossimità dell’incrocio tra la predetta statale e la provinciale Grottaglie-S. Marzano di S. Giuseppe, area sottoposta a vincolo idrogeologico, per il quale l’ente tutelante ha provveduto ad emanare decreto di nulla-osta, fatti salvi i diritti dei terzi ed i provvedimenti di altre amministrazioni. In data 13 Marzo 1997 la Commissione Edilizia Comunale con le riserve del caso, esprime parere favorevole alla realizzazione della discarica. Nella primavera 1997 si svolgono le amministrative. Nel luglio 1997 si discute in Consiglio Comunale della discarica, il 13 Ottobre 1997 il Consiglio Comunale delibera ed approva, con 13 voti della maggioranza e 3 astensioni della stessa e vari assenti, un protocollo di orientamento sulla ipotesi di localizzare la discarica sul territorio comunale, protocollo da portare da lì a pochi giorni in una conferenza dei servizi indetta in Provincia. Il 16 dicembre 1997 l’argomento ritorna in aula per essere non valutato a causa della mancanza del numero legale in Consiglio. Questa in breve la storia amministrativa della discarica.
La discarica in progetto, prevede, per il nostro futuro e nel nostro territorio, di smaltire circa 300mila tonnellate di RIFIUTI SPECIALI NON TOSSICI E NON NOCIVI, che per i 5 anni di esercizio previsti, significherebbe 200 tonnellate al giorno ossia da 15 a 25 autocarri al giorno (traffico definito modesto dalla ditta proponente il progetto), e che la città, per questo potrebbe beneficiare di un introito monetario pari a lire 6-9 al chilogrammo di rifiuto conferito in impianto, oltre all’impiego di 10-12 unità operative.

Dall’analisi costi-benefici, avremmo più un costo, o più un beneficio?
La prima, un costo, per varie ragioni che, diremo: dovremmo sopportare per dei rifiuti che in buona sostanza non produciamo e che non ci appartengono, e che vanno a sommarsi al costo di smaltimento dei nostri rifiuti solidi urbani che spediamo altrove con un costo pari a quello della città di Firenze e cioè lire 2.000 mq; un costo che potrebbe condurci al rischio di riciclare rifiuti rivenienti da ogni dove, ed a cui la Puglia, a dire del Giudice Pierluigi VIGNA, e da altri deciso, è particolarmente vocata. Ma quali tipologie di rifiuti dovremmo ospitare, e prodotti da quali attività?
Eccoli:
- attività industriali che non producono esclusivamente rifiuti tossico-nocivi e rifiuti assimilabili ai rifiuti urbani (attività artigianali, settore alimentare, meccanico, manifatturiero, attività che producono grandi quantità di imballaggio).
- attività agricole, commerciali e di servizi (officine e laboratori, tipografie).
- attività che erogano in forma organizzata e continuativa prestazioni sanitarie (ospedali, case di cura).
- attività che debbano disfarsi di macchinari e apparecchiature deteriorate ed obsolete o di veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti.
- attività di trattamento dei rifiuti e di depurazione degli effluenti che non producono esclusivamente rifiuti tossico nocivi o assimilati agli urbani.
- cicli di lavorazione quali lavanderie a secco, tintorie, servizi di bellezza.
- cicli relativi all’erogazione di servizi di pubblica utilità, tipo la manutenzione delle aree cimiteriali.
E nello specifico sono, terre e sabbie di fonderia, residui di sabbiatura, terre filtranti con olii e/o grassi minerali, vegetali o animali, terre decoloranti, ceneri derivanti da vari processi di combustione, ed in particolare dalla termoriduzione di rifiuti solidi urbani, resine scambiatrici di ioni, contenitori spray, terreno inquinato da sostanze oleose o idrocarburi, carboni attivi provenienti da impianti di depurazione delle acque o di effluenti gassosi. La discarica dovrebbe quindi essere collocata nella zona in cui il Piano Regolatore adottato dal Comune e dal Piano Urbanistico Tematico Territoriale della Regione Puglia in cui vigono le “Norme transitorie di tutela delle aree di particolare interesse ambientale paesaggistico” inoltre:
- è adiacente ad aree agricole di recente reinsediamento di impianto di uliveto.
- è zona tipizzata da cigli e scarpate, reti fluviali, reticoli pluviali e quant’altro attiene al decorso delle acque. La zona è altamente carsica, con assorbenza altissima.
- quest’area è caratterizzata dalla presenza dei primi insediamenti della città, quali masseria Vicentino, Misicuro, ed infatti vi è traccia di 15 segnalazioni archeologiche tanto per Misicuro che per Vicentino, quest’ultimo CENTRO FORTIFICATO MESSAPICO-NECROPOLI.
- a ridosso della progettata discarica è individuato il TRATTURELLO TARANTINO sottoposto a vincolo archeologico.
- la zona nel suo ambito più esteso è stata individuata nel piano regolatore adottato area agrituristica.
- a poca distanza è ubicata la condotta idrica di acqua potabile del Pertusillo.
Bene, questa è la storia e la genesi, della discarica controllata di II categoria tipo B, finalizzata allo smaltimento, mediante stoccaggio definitivo nel suolo, di “RIFIUTI SPECIALI NON TOSSICI E NON NOCIVI” in un’area di 330.000 metri, qualsiasi altro commento al riguardo sarebbe inutile, i fatti si commentano da soli.
Speriamo in meglio per il nostro futuro e dei nostri figli.
Pegaso