Movimento Mediterraneo replica alle dichiarazioni dell’Assessore all’Agricoltura: «Monitorare non basta, servono atti concreti. E mentre la produzione marcisce invenduta, ci si nasconde dietro passerelle e feste inutili.»
Abbiamo letto con stupore e profondo rammarico le dichiarazioni dell’Assessore all’Agricoltura del Comune di Grottaglie in merito alla drammatica crisi che sta travolgendo il comparto dell’uva da tavola. Un intervento che si apre con lo slogan “Servono soluzioni, non parole”, ma che nei fatti si riduce all’ennesimo esercizio retorico, privo di qualsiasi proposta o iniziativa autonoma per la nostra comunità.
Prendiamo atto che l’azione amministrativa di questa Giunta si limiti a due soli verbi: «guardare» e «monitorare». L’Assessore elenca con dovizia di dettagli i punti discussi sul tavolo della Regione Puglia – dal catasto varietale agli accordi di filiera –, dimenticando però di spiegare cosa abbia fatto, stia facendo o intenda concretamente fare il Comune di Grottaglie. Fare l’amministratore locale non significa fare la rassegna stampa dell’operato di Bari, né trasformarsi in un semplice “osservatore” delle difficoltà altrui. Il ruolo istituzionale impone di assumere una leadership territoriale, convocare tavoli comunali permanenti di crisi con le organizzazioni agricole e farsi promotori attivi di vertici interistituzionali, non attendere passivamente le decisioni altrui.
Ancor più sconcertante è il tentativo di difendere la recente Festa dell’Uva, definita dall’Assessore come una vetrina di “promozione delle eccellenze”. Ci chiediamo: promozione di cosa, e per chi? La dura realtà sotto gli occhi di tutti smentisce qualsiasi narrazione trionfalistica: quintali di ottima uva restano invenduti o vengono svenduti a prezzi stracciati, ben al di sotto dei costi di produzione. Una festa di piazza non ha portato alcun beneficio commerciale ai nostri produttori, trasformandosi nell’ennesima passerella autoreferenziale scollegata dalla drammatica quotidianità delle nostre campagne. Quando i bilanci delle aziende agricole piangono e le famiglie sono con l’acqua alla gola, rivendicare manifestazioni folkloristiche come strumento di valorizzazione suona quasi come una beffa.
Anche il riferimento al cargo aereo dall’Aeroporto di Grottaglie, sbandierato come una panacea a portata di mano, appare fumo negli occhi se non accompagnato da accordi logistici certi, costi sostenibili per i piccoli e medi agricoltori e una pianificazione che parta dal territorio e non solo dai comunicati stampa.
Come Movimento Mediterraneo, ribadiamo con forza che l’agricoltura è il motore trainante della nostra economia e la spina dorsale della nostra identità. Non possiamo accettare che chi governa la città si limiti a “metterci la faccia” solo per dire che starà a guardare.
Chiediamo all’Amministrazione e all’Assessore competente di uscire dall’immobilismo:
- Convocare immediatamente una Consulta dell’Agricoltura e un tavolo di crisi permanente a Palazzo di Città, aperto a tutti i produttori e alle associazioni di categoria.
- Definire misure comunali di sostegno indiretto (a partire da sgravi e agevolazioni sui tributi locali per le aziende agricole colpite dalla crisi).
- Farsi capofila di un coordinamento dei sindaci dell’areale jonico-salentino per pretendere dalla Regione Puglia e dal Ministero interventi urgenti, ristori immediati e lo stato di calamità/crisi di mercato, senza attendere i tempi biblici della burocrazia.
I nostri agricoltori meritano rispetto, tutele e coraggio politico. Per le passerelle e i monitoraggi passivi il tempo è scaduto.