Il giudizio di parificazione della Corte dei Conti sul rendiconto della Regione Puglia per l’esercizio 2025 scatta una fotografia spietata e priva di sconti per l’amministrazione regionale. I magistrati contabili certificano una realtà amministrativa paralizzata, dove i fondi del PNRR, i finanziamenti europei e la gestione della sanità pubblica rappresentano ormai tre grandi voragini finanziarie. I dati emersi smentiscono i toni trionfalistici della propaganda politica, svelando un profondo divario tra le risorse stanziate sulla carta e i cantieri effettivamente realizzati.
PNRR: la paralisi della Missione Salute
Sul fronte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, la Puglia si trova in un ritardo grave e strutturale. Nonostante la Regione sia soggetto attuatore di oltre 2,5 miliardi di euro, la spesa effettiva è ferma al palo: finora è stato pagato appena il 33% delle risorse totali.
Il dato più allarmante riguarda la “Missione Salute”, ovvero il pilastro fondamentale che avrebbe dovuto finanziare la sanità territoriale, la telemedicina e il potenziamento degli ospedali. In questo ambito cruciale, i pagamenti erogati non raggiungono nemmeno il 9%. Scenario critico anche per i progetti di inclusione e coesione, fermi al 31%, mentre la mobilità sostenibile non supera il 59%. La Corte dei Conti invoca con urgenza una “accelerazione necessaria”, ma l’intera impalcatura del piano viaggia a velocità ridotta.
Fondi europei e nazionali bloccati
La macchina burocratica regionale mostra gravi lacune anche nella gestione dei Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE) per il ciclo 2021-2027. La percentuale media dei pagamenti effettuati rispetto agli impegni presi supera raramente la soglia del 10%.
- Programma Regionale FESR-FSE+: a fronte di una dotazione imponente da oltre 5,5 miliardi di euro, i pagamenti erogati si fermano a un magro 14%.
- Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC): su stanziamenti nazionali superiori ai 3 miliardi di euro, la quota dei pagamenti effettivi crolla al 6%.
Il verdetto dei contabili è netto: la Regione Puglia non riesce a tradurre i progetti in opere pubbliche e i decreti di finanziamento in liquidità reale per il territorio.
Sanità: conti in rosso e stangata IRPEF per i cittadini
Il capitolo più drammatico è quello legato alla sanità pugliese, dove il disavanzo del 2025 è letteralmente esploso, toccando quota 349 milioni di euro. Si tratta di un valore più che triplicato rispetto all’anno precedente.
Per ripianare questo debito, la Regione ha dovuto fare ricorso alla leva fiscale, deliberando un incremento dell’addizionale IRPEF per l’anno 2026. Questa misura si traduce in un prelievo forzoso di ben 241 milioni di tasse aggiuntive che graveranno direttamente sulle famiglie pugliesi.
A pesare sul bilancio è anche il fenomeno della mobilità sanitaria passiva, ovvero la fuga dei pazienti pugliesi che scelgono di curarsi nelle strutture del Centro-Nord: nel 2025 questo esodo è costato alle casse regionali 253 milioni di euro, con un incremento di 23 milioni rispetto al 2024. A completare il quadro critico vi sono lo sforamento costante dei tetti di spesa farmaceutica e dei dispositivi medici fissati dallo Stato, uniti a liste d’attesa che restano insostenibilmente lunghe, nonostante parziali e insufficienti miglioramenti.
I dati contabili sollevano un interrogativo inevitabile: è davvero questa la gestione politico-amministrativa che i cittadini pugliesi meritano?