Rif. bibl.: F. Stea – L. Galletto, Amministrazioni e amministratori postunitari grottagliesi, Schena, 1983
L’attenta e minuziosa opera di revisione storiografica condotta da Padre Francesco Stea e Luigi Galletto, attraverso la ricomposizione delle “polverose carte” d’archivio e delle biblioteche private, ci restituisce il ritratto di una Grottaglie sospesa in un lunghissimo e fecondo momento di transizione. I verbali del Consiglio Comunale e del Decurionato tra il 1861 e la fine del secolo non sono meri elenchi burocratici di spese, ma costituiscono lo specchio fedele delle tensioni ideologiche, dei sogni di progresso e delle drammatiche contraddizioni che hanno accompagnato la nascita dell’Italia moderna a livello locale.
La ricerca mette in luce come Grottaglie abbia affrontato la sfida della modernità operando costantemente su un duplice binario:
- La spinta infrastrutturale e igienica: L’epopea del sindaco Vitantonio La Sorte — capace di trasformare il paese “da mattoni a marmo” tramite la lastricatura in pietra dura e la canalizzazione fognaria —, l’arrivo della ferrovia Taranto-Brindisi patrocinata da Brunetti e Olini nel 1886, e i complessi progetti idraulici dell’ingegnere inglese Nicolas per la sorgente del Colatore, segnarono la fine dell’isolamento e del fango rurale.
- Il conflitto tra conservazione e progresso: Gli accesi dibattiti in aula, come lo scontro tra Alfonso Pignatelli e Francesco Orlando sull’abbattimento di Porta Sant’Angelo o le controversie sull’ampliamento della piazza e la privatizzazione del mattatoio, dimostrano come ogni passo verso la modernità sia stato pagato al prezzo di dolorose rinunce culturali e forti tensioni tra l’interesse pubblico e le speculazioni dei privati.
Dietro le quinte delle grandi riforme istituzionali, l’opera ha il merito fondamentale di non dimenticare la base sociale del paese: la vita “faticatissima” dei contadini, degli zappatori e degli artigiani dei figuli. Questa popolazione, costantemente minacciata dalle alluvioni, dalle epidemie di colera e dal “morso della fame” di fine secolo, trovò nelle istituzioni comunali un difensore inaspettato. La scelta di creare posti di lavoro artificiali per garantire il “pane comune” non chiesto in elemosina rappresentò la più alta testimonianza di “carità di patria” di una classe dirigente che, pur tra mille difetti, riconobbe nel povero lo stesso identico diritto al rispetto per la propria dignità umana.
In ultima analisi, il volume di Stea e Galletto non è solo un resoconto del passato, ma un vibrante invito rivolto ai giovani affinché continuino a chinarsi sui documenti archivistici per riscaldare la voce dei padri, fissandola nella memoria collettiva come patrimonio vivo che per carità di patria non dovremmo mai lasciare morire.
Mappa concettuale riassuntiva dell’intero Saggio Storico
La seguente mappa d’insieme riassume le grandi linee di forza che hanno guidato la trasformazione di Grottaglie nel corso del diciannovesimo secolo:
GROTTAGLIE NEL TRAVAGLIO POSTUNITARIO
(1861-1900)
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🏛️ EVOLUZIONE POLITICA 🛠️ INFRASTRUTTURE ED 🩺 EMERGENZE SOCIALI
E AMMINISTRATIVA URBANISTICA E SANITARIE
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REGIME CONSIGLIO LA RIVOLUZIONE BONIFICHE E IL MORSO PROFILASSI e
BORBONICO UNITARIO DEI TRASPORTI MONUMENTI DELLA FAME BENEFICENZA
– Decurionato – Scontri tra – Scalo Ferro- – Lastricatura – Crisi rurale – Lavori pub-
e Intendenti Pignatelli viario (1886) di La Sorte dei contadi- blici per il
di Taranto (modernisti) dopo i ritardi “di marmo” ni e brac- “pane comune”
– Transizione e Orlando della ditta – Abbattimento cianti – Cordone sani-
al modello (conserva- Nocerini di Porta – Alluvioni e tario a Scan-
prefettizio tori) – Via Zannini S. Angelo fame di fine gatora contro
piemontese – Dimissioni da Piazza – Cessione del secolo il colera
di Ciro Regina Conventino – Istituti ed
Motolese Margherita ai Gesuiti educandati
Stimmatine