LETTERA AL DIRETTORE
LETTERA APERTA SULLA CULTURA SOTTOPOSTA AL RAGÙ
Le immagini dei vicoli del nostro centro storico intasati di avventori famelici durante le serate di “Orecchiette nelle ‘nchiosce” e “L’Uva Noscia” non possono più essere lette solo come un successo di pubblico, ma devono aprirci gli occhi su una profonda sconfitta culturale.
Mentre i fumi dei fegatini e l’odore del sugo invadono il quartiere, le sale del Castello Episcopio, custodi di una delle mostre di ceramica contemporanea più importanti d’Europa, restano desolatamente vuote. Abbiamo ridotto la nostra identità millenaria, quella che ci ha resi celebri nel mondo come città delle ceramiche, a un mero rumore di fondo per giustificare una fiera del cibo.
Non si può accettare che un Festival della Ceramica, concepito per valorizzare la ricerca artistica e i nostri maestri figuli, venga cannibalizzato da eventi che trasformano un centro storico ormai cronicamente disabitato e privo di servizi in un ristorante a cielo aperto per quarantott’ore, per poi riconsegnarlo al silenzio e all’abbandono per i restanti undici mesi dell’anno.
Chiediamo un’inversione di rotta immediata e coraggiosa. È necessario scindere i calendari, ridare centralità assoluta alla Mostra della Ceramica e pretendere che l’offerta gastronomica sia un completamento della proposta culturale, e non viceversa. Se non avremo l’orgoglio di rimettere l’arte davanti al piatto, Grottaglie rischierà di essere ricordata non per la finezza delle sue argille, ma per la tragica opulenza di una “Grande Abbuffata” che lascia la sua identità culturale morire di fame”.
Nei primi caldi giorni di agosto 2026, Grottaglie si trasforma nel set a cielo aperto di una versione aggiornata della Grande Abbuffata, dove i visitatori sembrano consumarsi in un rituale collettivo di sapore e abbondanza che ricorda i tragici e sazi protagonisti del cinema classico. Il centro storico di Grottaglie, ormai sempre più vuoto e disabitato durante l’anno, si riempie improvvisamente per le strade, ma solo per rispondere al richiamo del cibo. Le manifestazioni di punta di questo periodo, l’ormai celebre tour gastronomico di Orecchiette nelle ‘nchiosce e la festa dell’uva da tavola L’Uva Noscia, attirano fiumi di persone pronte a consumare chili di pasta, prelibatezze locali e grappoli d’oro nei vicoli bianchi del borgo antico.
I NUMERI DELLO SPOPOLAMENTO: UN BORGO FANTASMA CHE SI SVEGLIA SOLO A TAVOLA
Questo bagno di folla estemporaneo nasconde una crisi strutturale profonda. Il centro storico di Grottaglie rispecchia il drammatico trend demografico dei borghi storici pugliesi e del Mezzogiorno: nell’ultimo decennio, la popolazione residente nel nucleo antico ha subito un crollo verticale superiore al 30%, trasformando i vicoli in un deserto di case vuote, serrande abbassate e cartelli “Vendesi”. Il borgo antico soffre di un inesorabile invecchiamento della popolazione e della fuga dei giovani verso i quartieri moderni o il Nord Italia. Le ‘nchiosce, i caratteristici vicoli ciechi un tempo cuore pulsante della vita sociale e della solidarietà di vicinato, oggi si animano solo per la durata di un pasto consumato in piedi, trasformandosi in una scenografia usa e getta per il turismo del “mordi e fuggi” gastronomico.
IL PARADOSSO DELLA CERAMICA: CAPOLAVORI NEL DESERTO
Dietro i vapori della cottura delle orecchiette e i calici di vino si consuma così un paradosso culturale silenzioso. A pochi metri dai tavoli imbanditi, le sale ospitano la prestigiosa Mostra del Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo” presso il Castello Episcopio registrano una scarsa e desolante frequentazione di visitatori. Nonostante lo sforzo di far coincidere le serate d’agosto con le date della seconda edizione del Festival della Ceramica di Grottaglie, l’artigianato d’eccellenza internazionale e le oltre 80 opere provenienti da tutto il mondo vengono letteralmente oscurati dalle sagre.

Le opere in mostra quest’anno – tra cui spiccano installazioni concettuali che fondono l’argilla con i metalli ossidati, sculture antropomorfe che denunciano il dramma delle migrazioni nel Canale di Sicilia e raffinate ceramiche smaltate minimaliste di scuola estremo-orientale – meriterebbero una platea internazionale e dibattiti accademici. Si tratta di una selezione critica di altissimo livello che ridefinisce i confini della materia. Eppure, il pubblico di massa preferisce la gratificazione immediata del piatto tipico alla contemplazione della ceramica d’avanguardia. L’identità artistica e figulina della città viene lasciata sullo sfondo, come un contorno ignorato a vantaggio della “grande scorpacciata” estiva.
Il Terraviva Festival 2026 anima Piazza Principe di Piemonte a Grottaglie con due grandi concerti gratuiti che iniziano alle ore 20:30. Domenica 2 agosto si esibisce il cantautore e chitarrista Alex Britti, seguito lunedì 3 agosto dalla performance di BigMama. L’evento adotta specifiche misure di accessibilità per le persone con disabilità, offrendo un’area riservata con assistenza dei volontari della Croce Rossa Italiana e parcheggi dedicati in via Battisti. Per il pubblico generale sono consigliate le aree di sosta vicino allo stadio D’Amuri, alla Casa Comunale e al Palasport Campitelli.
In contemporanea, l’estate di Grottaglie propone un calendario culturale e turistico curato dal Comune e da CoopCulture:
- Concorso di Ceramica Contemporanea “Mediterraneo”: la XXXIII edizione si tiene al Castello Episcopio dal 4 luglio al 18 ottobre 2026, con visite guidate dedicate a 81 opere internazionali e alle installazioni della sezione “Grande Opera”.
- Grottaglie Nascosta: escursioni serali nella Gravina del Fullonese che uniscono il trekking tra gli insediamenti rupestri a momenti di musica dal vivo e degustazioni di prodotti locali.
Le attività, disponibili singolarmente o con formula combinata, sono prenotabili tramite i canali ufficiali di CoopCulture e l’Info Point del Castello Episcopio.