Immagine1FFF

Da tempo il nostro giornale segue le vicende ammnistrative che riguardano il Castello Episcopio della città delle ceramiche, anche con diversi approfondimenti (link in apertura) dell’architetto ed urbanista Antonio Fanigliulo, il primo architetto a Grottaglie che ha preso “a cuore” il destino di questo antico maniero di proprietà della Curia tarantina. Fine anni’80 l’architetto Fanigliulo effettuò il rilievo architettonico del castello con il compianto papà (aiutante), e per la prima volta questi elaborati furono presentati alla facoltà di architettura di Firenze.

Oggi l’amministrazione del “pifferaio ecologico” e novello “barone haussman”, ha ignorato e neutralizzato , sui vari livelli architettonici ed urbanistico, il decano degli architetti della provincia di Taranto, approdando ancora una volta in “terra di Bari”.

Architetto Fanigliulo come valuta questa nuova iniziativa di D’Alo’, ricorda, lo stesso che dichiarò “che insieme ci divertivamo a fare i disegni” per il Monumento ai Caduti ?

“Ripeto ancora quanto ho scritto e pubblicato sull’argomento, che evidentemente non viene recepito, e codificato, continuare a ritenere il CASTELLO EPISCOPIO una Infrastruttura a dominio locale è un grandissimo errore che non possiamo permetterci, che non porterà benefici a nessuno, nemmeno al Maniero stesso che, benché restaurato, continuerà a deperire”.

Architetto facciamo un riassunto comprensibile per il sindaco ed il suo assessore architetto?

“ Certo che sì, i due ( e non solo loro, ma anche i dirigenti comunali)  dovrebbero comprendere che il castello  deve esse visto urbanisticamente, trattato e considerato come infrastruttura Territoriale e persino Regionale (vedi Faenza e altri musei nazionali).”

Dunque cosa bisognerebbe proporre di fatto?

“Si deve richiedere una autonomia funzionale, finanziaria e gestionale propria, magari una FONDAZIONE, e un collegio di esperti, che operi indipendente dalle logiche politiche, ma rivolta esclusivamente a diffondere Cultura”.

Se come prassi di D’ Alo’ non prenderà in considerazione il suggerimento, cosa accadrà?

“Si continuerà a sbagliare, come ormai da oltre 50 anni, e mantenere il Castello nella sua eutanasia”.

L’architetto Antonio Fanigliulo ha un legame profondo con il Castello Episcopio di Grottaglie, avendo firmato, il progetto esecutivo per il restauro riqualificativo dell’ala sud-est e la sistemazione della “Curtis” nel 2009.  Negli ultimi anni, Fanigliulo è intervenuto pubblicamente più volte per denunciare lo stato di vulnerabilità e degrado in cui versa il monumento, considerato il simbolo identitario di Grottaglie. 

 L’architetto definisce il Castello come un “polo urbatettonico primario“, ovvero un elemento capace di connettere il centro storico, il quartiere delle ceramiche e la città moderna. Ha espresso forte preoccupazione per i ritardi amministrativi e per interventi che rischiano di compromettere la natura monumentale del sito.

 Recentemente ha presentato analisi e “ideogrammi progettuali” per il consolidamento e la valorizzazione del complesso, opponendosi a quella che definisce la “demagogia della rigenerazione” che non tiene conto della storia architettonica.

Fanigliulo promuove una visione urbanistica che metta al centro la tutela dei beni culturali come dovere civico, l’architetto, formatosi a Firenze con Giovanni Michelucci, applica al Castello di Grottaglie un approccio che unisce il rigore del restauro storico alla necessità di rendere il monumento funzionale alla vita cittadina contemporanea.

Le posizioni dell’architetto Antonio Fanigliulo riflettono una visione critica e militante verso quella che definisce una gestione urbanistica “frammentaria” di Grottaglie.

https://www.g-pegaso.it/grottaglieta-castello-episcopio-arch-fanigliulo-beni-culturali-non-hanno-prezzo-appartengono-alla-collettivita-a-qualsiasi-costo/ https://www.g-pegaso.it/storia-del-recupero-ed-istituzione-dellufficio-iat-nel-castello-episcopio

Il Progetto di Restauro (2009) è stato un  intervento sull’ala sud-est del Castello è un riferimento tecnico importante di restauro riqualificativo con sistemazione della “Curtis” (il cortile interno), trasformando aree degradate in spazi fruibili per eventi culturali. Applicazione del concetto di “edificare sul costruito“, ovvero interventi minimi e riconoscibili che rispettano il segno storico originale pur rispondendo a esigenze moderne. Il progetto ha contribuito a rendere il Castello la sede ideale per eventi come il Concorso di Ceramica Mediterranea, integrando la struttura monumentale con l’economia artigianale locale. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *