LUCA LAZZARO (18)

Il consigliere comunale ha incontrato il direttore Luciano Mellone e il comandante facente funzioni Luigi Tarulli: “Gli operatori svolgono un lavoro straordinario, ma la struttura vive difficoltà importanti. Fondamentali i percorsi di formazione e reinserimento”

Una visita istituzionale per conoscere da vicino la realtà della Casa Circondariale “Carmelo Magli” di Taranto, approfondire le condizioni della struttura e confrontarsi sulle esigenze dell’istituto penitenziario e sulle possibili forme di collaborazione tra carcere e territorio. È questo il senso dell’incontro che questa mattina il consigliere comunale di Taranto Luca Lazzàro ha svolto presso la struttura penitenziaria tarantina, dove è stato accolto dal direttore Luciano Mellone e dal comandante di reparto facente funzione Luigi Tarulli.

Al centro del confronto le condizioni organizzative dell’istituto, i percorsi trattamentali rivolti alla popolazione detenuta e le criticità legate soprattutto al sovraffollamento e alla carenza di personale.

“La visita alla Casa Circondariale ‘Carmelo Magli’ – spiega il consigliere comunale Luca Lazzàro – nasce dalla volontà di conoscere direttamente una realtà importante della nostra città, comprendere le difficoltà quotidiane affrontate dagli operatori e verificare quali possano essere gli spazi di collaborazione istituzionale tra il Comune e l’amministrazione penitenziaria”.

“In questo percorso ritengo importante anche accelerare l’iter per la nomina del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, figura che il Consiglio comunale di Taranto si appresta a individuare. Avere un riferimento istituzionale dedicato significa rafforzare il dialogo tra il territorio, l’istituto penitenziario e le persone detenute, contribuendo a monitorare le esigenze e favorire percorsi di ascolto e collaborazione”.

“Quello che emerge – prosegue Lazzàro – è una situazione che merita attenzione. La struttura ha una capienza regolamentare compresa indicativamente tra i 350 e i 400 posti, mentre oggi ospita oltre 850 detenuti, con un livello di sovraffollamento che supera il 220%. Un dato che inevitabilmente incide sulla gestione quotidiana dell’istituto e sulle condizioni di permanenza delle persone detenute”.

Il consigliere comunale evidenzia anche le difficoltà strutturali della Casa Circondariale: “Ci sono reparti e spazi che risentono del peso degli anni. In alcune situazioni gli ambienti risultano utilizzati oltre la loro capacità originaria, con celle dove sono presenti più persone rispetto a quanto previsto. Le criticità riguardano anche aspetti legati alle condizioni climatiche degli ambienti, con problemi che vanno affrontati attraverso interventi di manutenzione e riqualificazione”.

“È importante però sottolineare – aggiunge Lazzàro – che accanto alle problematiche strutturali esiste un lavoro quotidiano straordinario svolto dalla direzione, dalla Polizia Penitenziaria, dagli operatori sanitari e da tutte le professionalità che operano all’interno del carcere. La difficoltà principale è riuscire a garantire un servizio adeguato in presenza di numeri così elevati”.

Un tema centrale affrontato durante la visita è stato quello della carenza di personale. “La Polizia Penitenziaria svolge un ruolo fondamentale – sottolinea Lazzàro – ma il rapporto tra operatori e persone detenute evidenzia una situazione complessa. Servono risorse umane adeguate per garantire sicurezza, controllo e allo stesso tempo accompagnare i percorsi di recupero”.

Durante l’incontro è stato inoltre approfondito il lavoro svolto sul fronte sanitario e rieducativo. “L’Asl di Taranto garantisce un’attività importante all’interno della struttura, soprattutto attraverso il supporto psicologico e i percorsi trattamentali. “Ho potuto conoscere le attività che vengono realizzate per favorire il reinserimento sociale: dalla formazione scolastica ai percorsi universitari grazie anche alla collaborazione con l’Università di Bari, fino ai laboratori e alle attività professionalizzanti come sartoria e pasticceria. Ritengo inoltre che, nell’ambito dei percorsi già attivi, possa trovare spazio anche il settore agricolo, attraverso iniziative formative e lavorative capaci di offrire nuove competenze e concrete opportunità di reinserimento. L’agricoltura può rappresentare un ulteriore strumento educativo e professionale, in grado di accompagnare le persone detenute verso un percorso di responsabilizzazione e autonomia”. Per Lazzàro, il carcere deve essere considerato anche come luogo di recupero e costruzione di nuove opportunità: “La funzione della pena, come previsto dalla Costituzione, deve mantenere centrale il valore della rieducazione. Per questo è fondamentale sostenere tutti quei percorsi che consentono alle persone detenute di acquisire competenze e prepararsi al ritorno nella società”.

Il consigliere comunale richiama anche il recente intervento normativo approvato dal Parlamento per affrontare il tema del sovraffollamento carcerario attraverso percorsi alternativi per alcune categorie di detenuti. “La nuova disciplina sulla detenzione domiciliare in casi particolari per persone tossicodipendenti che scelgono un percorso terapeutico rappresenta un passo importante. L’obiettivo è duplice: da una parte favorire il recupero attraverso la cura, dall’altra alleggerire la pressione sugli istituti penitenziari, che oggi vivono una condizione di forte difficoltà”.

“La situazione del carcere di Taranto – conclude Lazzàro – richiede attenzione costante e un impegno condiviso tra tutte le istituzioni. La visita di oggi è stata un momento di confronto utile per comprendere le esigenze dell’istituto e continuare a costruire un rapporto di collaborazione nel rispetto dei ruoli e delle competenze”.

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