“Ormai quasi quotidianamente ascolto le storie, lo sconforto e le segnalazioni disperate di tantissimi cittadini tarantini, verso i quali sento il dovere di denunciare una gravissima carenza del nostro sistema socio-sanitario: la drammatica mancanza di posti letto e di strutture RSA tarantine dedicate all’assistenza degli anziani, in particolar modo per quelli che ricevono le ‘dimissioni protette’ dagli ospedali.
“Sempre più spesso le famiglie si trovano ad affrontare un calvario: il proprio caro viene dimesso dai reparti ospedalieri perché non più in fase acuta, ma necessita ancora di cure e assistenza ad alta intensità che a casa sono impossibili da garantire. È in quel momento che si scopre il vuoto: le liste d’attesa per un posto in RSA e strutture di lungodegenza sono infinite, le strutture sul territorio sono insufficienti e i posti letto accreditati sono drammaticamente inferiori alla reale domanda. Il risultato? Famiglie lasciate sole a gestire situazioni di dolore e complessità logistica ed economica.
“Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile in una regione, la nostra, che continua a invecchiare progressivamente. Quella della cronicità e della non autosufficienza non è un’emergenza passeggera, ma una realtà strutturale che aumenterà nei prossimi anni. È indispensabile programmare oggi per non collassare domani: serve un piano straordinario per prevedere un numero nettamente maggiore di posti letto e per potenziare l’offerta di servizi assistenziali qualificati.
“La Regione Puglia non può continuare a fare spallucce o a muoversi a passo di lumaca. Se le risorse pubbliche sono limitate, si aprano le porte a soluzioni innovative. Esistono imprenditori e realtà del terzo settore pronti a investire, anche nel nostro territorio: la Regione ha il dovere di prevedere e incentivare meccanismi di compartecipazione pubblico-privata. Attraverso formule di partenariato trasparenti ed efficienti, possiamo moltiplicare l’offerta di posti letto sul territorio, alleggerire la pressione sugli ospedali e, soprattutto, dare una risposta di dignità e cura ai nostri anziani e alle loro famiglie. Non c’è altro tempo da perdere”.