LE “RIVOLUZIONI” DELL’ EX “GIOVANE” SINDACO CIRO D’ALO’ ED ACCOMPAGNATORI,NELLA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI GROTTAGLIE NEL 2007.

Abbiamo dato notizia, dell’incontro ieri, tra la stampa (quella che non ha avuto problemi a partecipare) e la stampa a cui il sindaco ha provato ad impedire la partecipazione, e cioè g-pegaso.it ed ArtesTv.
Nonostante siamo riusciti a partecipare all’incontro, tra i presenti l’assessore all’ambiente Maurizio Stefani ed il sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò.
Stefani e D’Alò, dal 2007 ad oggi, hanno avuto dei ruoli diversi in merito alla discarica di “Torre Caprarica”, Stefani è stato consigliere comunale perl’UDEUR dell’On. Mastella, dal 2006 al 2011 e nella successiva consiliatura eletto per il movimento dell’ex sindaco Raffaele Bagnardi ex assessore Vito Nicola Cavallo “CATTOLICI PER IL SOCIALE”, con il sindaco Ciro Alabrese (ex assessore di Raffaele Bagnardi) assumendo di seguito l’incarico di vice sindaco ed assessore all’ambiente.

L’amarcord ve lo proponiamo con le foto del nostro archivio, riprese dal giornale “VIA CRISPI” DEL 2007, nell’immagine che segue si legge che consiglieri comunali ed assessori abbandonavano l’aula, tra questi dunque anche il consigliere Stefani, lo stesso che ieri era al fianco del “barricadero” ed ex giovane contestatore D’Alò, oggi insieme in un ed unica posizione, la discarica è un esempio di ambientalismo da perseguire, dunque dal 2007 al 2025, quante cose sono cambiate.
Nelle foto successive centinaia di persone in corteo con Ciro D’Alò, che sembrano essersi dissolti nel nulla, ieri nessuno presente alla discarica di “Torre Caprarica”, eccezione per persistenti Etta Ragusa, Ciro D’Alo’ ed il nostro Avv. Michele Mirelli, uniti nel passato nel comitato del “NO ALLA DISCARICA2”.

Facciamo nostre le domande di Vito Chimenti, del lettore cittadino e collaboratore di tutti,con tutti e per tutti! Alle quali per una volta, auspichiamo delle risposte dell’”ambientalista 2025”, ora sindaco di Grottaglie.
“Come al solito, prima osservo e poi vengono spintaneamente delle domande su questa ispezione pre-natalizia!!
DOMANDE SULL’OBIETTIVO REALE DELL’ISPEZIONE.
1. Qual era l’obiettivo concreto dell’ispezione, oltre alla pura visibilità istituzionale?
2. Per quale motivo un sopralluogo ad una discarica “chiusa” è stato organizzato con tanta enfasi e presenza mediatica?
3. L’ispezione aveva finalità tecniche o politiche? Chi l’ha realmente promossa?
4. Cosa ha reso necessario un intervento così scenografico proprio adesso?
DOMANDE SULLA TRASPARENZA E SULLA GESTIONE.
5. Perché non è stata resa pubblica in anticipo l’agenda tecnica del sopralluogo?
6. Quali dati ambientali sono stati raccolti ieri e quando verranno resi pubblici?
7. Perché non erano presenti rappresentanti indipendenti o tecnici super partes?
8. Come è stato selezionato chi poteva partecipare all’ispezione e chi no?
DOMANDE SU CRITICITÀ E RESPONSABILITÀ.
9. È stata verificata la situazione delle eventuali infiltrazioni di percolato o criticità pregresse? Se sì, con quali metodologie?
10. Quali responsabilità operative o gestionali sono emerse e verso chi sono indirizzate?
11. Durante la visita sono state individuate irregolarità? Perché non sono state comunicate pubblicamente?
DOMANDE SUI RAPPORTI TRA ISTITUZIONI, COMITATI ED ECOLEVANTE
12. Qual è il ruolo effettivo di Ecolevante o Linkoea Ambiente nel sopralluogo, considerando il suo coinvolgimento nella gestione passata?

13. Come sono state accolte le osservazioni dei comitati e delle associazioni? Sono state verbalizzate?
14. È credibile una valutazione imparziale quando alcuni dei presenti hanno interessi diretti o indiretti nella discarica?
DOMANDE SU SEGUITO E IMPEGNI CONCRETI.
15. Quali azioni operative sono state programmate dopo l’ispezione? Con quali tempi?
16. È previsto un secondo sopralluogo con tecnici indipendenti?
17. Che tipo di monitoraggio ambientale verrà effettuato e chi lo controllerà?
18. Come verranno garantite continuità, trasparenza e coinvolgimento dei cittadini?
DOMANDA DELLE DOMANDE: SONO STATE TROPPE LE DOMANDE? CON CALMA, NON VI AFFOLLATE A RISPONDERE!!
P. S. LE DOMANDE DI CUI SOPRA, SONO MIE E NON ZERBINE DI NESSUNO NÉ TANTOMENO TIRATE PER LA GIACCHETTA PER CUI, EVITATE CONTORSIONISMI INTROTESTICOLARI!!”

I RILIEVI DELL’DIRIGENTE DELL’UFFICIO URBANISTICO DEL COMUNE DI GROTTAGLIE ARCHITETTO VINCENZO CAVALLO
“Non al posto della discarica ma sopra la discarica con le note conseguenze:
L’impianto fotovoltaico non è una risorsa ma un danno in quanto: la realizzazione di un parco fotovoltaico su una discarica chiusa e bonificata, con l’adozione di un manto che non è dato sapere se prevede essenze mediterranee autoctone anziché un manto erboso standard, è un’operazione che comporta diversi rischi specifici, prevalentemente legati alla stabilità del sito e alla compatibilità ambientale tra impianto e vegetazione.
RISCHI PRINCIPALI
I rischi principali si concentrano su tre aree: la stabilità strutturale, la gestione delle acque e la biodiversità/manutenzione.
1. Stabilità e Integrità del Manto di Copertura
La discarica, per definizione, è un’area di terreno in continuo assestamento del corpo rifiuti sottostante, che può durare decenni.
Cedimenti Differenziali: Il peso delle strutture del fotovoltaico (pannelli, basamenti, cavi) non è uniformemente distribuito e può portare a cedimenti differenziali (sprofondamenti disomogenei) sulla copertura della discarica. Questi cedimenti possono compromettere l’integrità dello strato di impermeabilizzazione e di drenaggio (la barriera più importante che previene l’infiltrazione di acqua e la conseguente formazione di percolato).
Mitigazione: È fondamentale l’uso di strutture di sostegno non invasive (es. sistemi a zavorra o fondazioni leggere) che non penetrino la copertura e la cui distribuzione dei carichi sia calcolata per assecondare gli assestamenti attesi.
Stabilità dei Basamenti (Ancoraggio): La stabilità dei pannelli in caso di vento forte è critica. Un ancoraggio troppo superficiale non è sicuro, mentre un ancoraggio profondo può perforare il sistema di impermeabilizzazione.
Gestione del Biogas: La discarica produce biogas (principalmente metano e anidride carbonica) che deve essere correttamente captato e gestito. La realizzazione dell’impianto e l’introduzione di nuova vegetazione non devono interferire con i pozzi di captazione esistenti o con lo strato di drenaggio dei gas, pena il rischio di accumuli pericolosi o di alterazioni della pressione che danneggino la copertura.
2. Impatto delle Essenze Mediterranee sul Manto
L’uso di essenze arboree/arbustive mediterranee al posto di un manto erboso comporta specifici rischi idraulici e geotecnici.

Danneggiamento da Radici: Molte specie mediterranee autoctone (come il lentisco, il mirto, o alcune querce) hanno un apparato radicale profondo e robusto che, crescendo, potrebbe perforare gli strati impermeabili della copertura finale della discarica (geomembrana o strato di argilla compattata). Questo creerebbe vie preferenziali per l’infiltrazione delle acque piovane nel corpo rifiuti, aumentando la produzione di percolato e compromettendo l’efficacia della bonifica.
Efficacia dell’Evapotraspirazione (ET): Il manto vegetale finale ha il compito di massimizzare l’evapotraspirazione (l’acqua assorbita dalle radici e rilasciata nell’atmosfera) per minimizzare l’acqua che si infiltra. Se la scelta delle essenze non è ottimizzata per l’ET e per l’idrologia specifica della discarica, si può avere un maggiore carico idrico sulla copertura.
Manutenzione (Potatura e Incendio):
La manutenzione della macchia mediterranea è più complessa del semplice sfalcio dell’erba e deve essere compatibile con la presenza dei pannelli.
Molte essenze mediterranee sono altamente infiammabili (rischio di incendio) e la vicinanza dei pannelli fotovoltaici (che generano calore) può aumentare il pericolo.
3. Effetti Microclimatici e Ambientali
Riscaldamento Localizzato: I pannelli solari, assorbendo la luce, modificano il microclima al di sotto e intorno a essi (effetto “isola di calore”). Questo può alterare l’habitat, influenzando la crescita e la sopravvivenza delle essenze mediterranee scelte.
Erosione Idrica: Il design dell’impianto (pendenze, posizionamento delle strutture) può alterare il deflusso superficiale delle acque piovane, concentrandole in determinate aree e causando fenomeni di erosione del terreno di copertura, specie se non protetto efficacemente dalla vegetazione. Un corretto sistema di regimazione idraulica è cruciale.
ASPETTI POSITIVI
Nonostante i rischi, la scelta di essenze mediterranee autoctone su discariche chiuse è spesso promossa per i suoi vantaggi ecologici:
Biodiversità: Promuove il recupero e l’incremento della biodiversità locale, creando un habitat per insetti (impollinatori), piccoli mammiferi e uccelli.
Integrazione Paesaggistica: Garantisce un migliore inserimento paesaggistico rispetto a un manto erboso monotono, specialmente in contesti dove la macchia mediterranea è l’ecosistema naturale.
Sostenibilità (No Sfalcio): Una volta stabilizzata, la macchia mediterranea richiede una manutenzione meno frequente (meno sfalci) rispetto a un prato, riducendo i costi operativi e il disturbo meccanico sulla copertura.
In sintesi, la fattibilità del progetto dipende da un progetto esecutivo estremamente dettagliato che mitighi il rischio di perforazione radicale e garantisca la stabilità strutturale delle fondazioni rispetto all’assestamento dei rifiuti.”

LE NOSTRE CONSIDRAZIONI IN MERITO A QUANTO SI E’ VERIFICATO NELLA GIORNATA DEL 27 NOVEMBRE 2025
SE UNO NASCE TONDO NON PUO’ DIVENTARE QUADRATO!!
CIRO D’ALO’ E’ PERMALOSO E IGNORA G-PEGASO ED ARTESTV.(masarà sfuggito invierò io i link al’ufficio stampa così collaborativo, come sempre!!)
https://www.g-pegaso.it/discarica-torre-caprarica-a…
LA STORIA DELLA DISCARICA
https://www.g-pegaso.it/la-storia-della-discarica-di…
https://www.g-pegaso.it/lopposizione-si-ricompatta-dalo…
Dunque Ciro D’Alo’ è permaloso. Dopo la “tiratina di orecchie” che ho fatto a lui ed i suoi colleghi di giunta domenica passata, sull’assurda posizione di non consentire l’accesso all’Avvocato Michele Mirelli, alla discarica di “Torre Caprarica”, oggi fa finta (perchè permaloso) di non sapere che ieri, grazie ai responsabili della discarica l’avvocato Mirelli era presente. Considerato, che anche ieri si opponevano all’ingresso, ha risolto tutto uno dei rersponsabili della discarica.
Ecco oggi per “infantile “ripicca, l’ambientalista “fulminato “sulla via di damasco dell’ambientalismo nostrano, ci ignora, hai fatto bene bambino!!!!
PERLE DI STORIA DA CONOSCERE.
Le dichiarazioni dell’ Avv. Chianura furono riprese dall’Avv. Michele Mirelli legale di lungo corso e uomo politico locale, più volte consigliere comunale dell’opposizione, il quale nel 2015 era componente della massime assise comunale, ed a quel tempo, lo stesso Avv. Mirelli si attivava sollecitare, il compianto direttore generale Dott. Paolo Balestra, ad adempiere all’emissione delle fatture di pagamento, cosa che sembrerebbe essere non stata fatto nei gli ultimi trimestri del 2015, periodo in guidava l’amministrazione dall’Avv. Ciro Alabrese, conclusasi nel giugno 2016.

’amministrazione comunale, nel 2016, allo scopo di conseguire la riscossione delle royalties ad esso dovute dalla società Linea Ambiente srl già Ecolevantespa, dava mandato al proprio ufficio legale di instaurare la procedura arbitrale per recuperare la somma di 6.042.737,54 euro. Ma la procedura si concludeva con il recupero di una parte del dovuto e cioè 2.841.380 euro. I sopracitati consiglieri comunali hanno intrapreso una doverosa azione per conoscere le ragioni del parziale introito nelle casse comunali. Ma si sono scontrati con un muro di silenzi e di chiusura a tutte le iniziative e proposte fino alla bocciatura, da parte del Sindaco e della maggioranza del Consiglio comunale, della mozione presentata e discussa il 30 giugno scorso. Non solo. L’amministrazione comunale ha rifiutato l’acquisizione di un dettagliato e motivato parere, da parte del Responsabile dell’Ufficio Legale, ma anche di nominare un collegio di consulenti legali al fine di accertare eventuali responsabilità di amministratori, funzionari, collaboratori, professionisti incaricati o altri soggetti comunque coinvolti. Di fronte a questa chiusura, incomprensibile alla luce dell’ingente danno causato alle casse comunali, ai consiglieri è rimasta l’unica strada da percorrere: quella di ricorrere alla Magistratura contabile.”Il nostro giornale ha dato conto della Sentenza della Corte di Appello di Bari I Sezione Civile del 12/10/2021, in cui si evidenziava che non sono dovute al Comune di Grottaglie le royalties dalla discarica dei rifiuti speciali di contrada Caprarica, per gli anni 2015 (giunta Alabrese), 2017 e le maturande del 2018 (giunta D’Alò). I primi a portare a conoscenza della Corte di Appello di Bari I Sezione Civile del 12/10/2021 sono stati, gli stessi consiglieri del Partito Democratico, i quali, con un interpellanza al sindaco D’Alò, chiedevano di sapere i motivi del mancato introito per le casse comunali quali sono le ragioni per cui non è stata presentata la necessaria documentazione per gli anni 2015, 2017e per il 2018.Nell’occasione interpellammo l’Avv. Mariagrazia Chianura, già assessore all’ambiente con il sindaco D’alo e presidente di Futura Lab, una lista che ha sostenuto la ricandidatura e la rielezione del sindaco D’Alò; spiegava l’Avvocato Mariagrazia Chianura che “in merito della questione royalties, cioè del ristoro economico che la società avrebbe dovuto versare al Comune e che, fino ai

primi mesi del 2015, aveva versato. Il 25 ottobre del 2000 il Comune di Grottaglie e la Ecolevante Spa, firmarono una convenzione, che obbligava la società che gestiva la discarica a versare al comune l’8,5 % (poi 9%) del fatturato (al netto di IVA e ecotassa) a titolo di ristoro ambientale per l’impianto già esistente, ristoro che sarebbe stato calcolato previo invio di comunicazione dei dati da parte della società al comune. Fino ai primi mesi del 2015 (ndr, amministrazione Alabrese), l’invio dei dati e il pagamento delle royalties possono definirsi regolari.
Succede però, che dal 3° trimestre del 2015 la società, diventata nel frattempo LineaAmbientesrl, non versi più il ristoro nelle casse comunali. A dicembre 2016 la giunta (ndr, amministrazione D’Alò), di cui facevo parte, dopo aver inviato le rituali diffide alla società nei mesi precedenti per il recupero delle somme, dava mandato al proprio ufficio legale di iniziare la procedura per l’arbitrato Procedura lunga, al termine della quale il collegio arbitrale stabiliva che (pag. 25 dell’arbitrato) l’istante (il Comune ) “… per quanto attiene la somma di euro …. riferibili al terzo trimestre del 2015, ha precisato che detto importo non era stato fatturato”. Lo stesso collegio riconosceva l’intero importo richiesto per il 2016 (pag. 26), anno nel quale le fatture furono emesse e nel corretto importo, perché le somme risultavano evidenziate nella nota integrativa al bilancio della società chiuso a fine dicembre 2016. Ma non riconoscendo, invece, gli importi per il 2017, perché calcolati in via presuntiva dal comune, il quale, in mancanza di comunicazione da parte della società, che pure in base alla convenzione avrebbe dovuto inviare i dati, aveva effettuato un calcolo su quanto indicato nella relazione sulla gestione che però non si riferiva solo alla discarica di Grottaglie ma a più impianti di proprietà della medesima società. Quindi, per capirci: il 2015 non viene riconosciuto perché mancano le fatture. Il 2016 viene riconosciuto del tutto. Il 2017 non viene riconosciuto perché non si capisce su quale importo debba essere calcolato il ristoro, non avendo fornito, LA SOCIETA’, dati precisi. La documentazione della discarica la conosco bene. E ricordo una cosa precisa. Dal 2000, anno della convenzione sulle royalties, la discarica di Grottaglie subì una serie di modifiche, che non riguardarono solo l’impianto, (con ampliamenti e nuovi lotti), ma anche la stessa società che lo gestiva e l’importo delle royalties, che passò dall’8,50% pattuito all’inizio, al 9% degli anni seguenti (come di legge a pag.19 del Lodo).” L’Avvocato Chianura pone delle domande, che sono proprio quelle dei grottagliesi, fiduciosi di una risposta a breve tempo, e prosegue “ ora, è mai possibile che un Ente pubblico, in considerazione di tutte queste modifiche, dopo la prima convenzione del 2000, non si sia mai, MAI, preoccupato di firmare una nuova convenzione con la Linea Ambiente, che tenesse conto di tutti i cambiamenti avvenuti? E’ mai possibile che, nel 2015, al comune di Grottaglie NESSUNO si sia preoccupato di emettere le fatture per importi già maturati? E’ mai possibile che fino al luglio 2016 NESSUNO abbia messo in mora una società che produceva un così grande impatto ambientale e che non stava versando il ristoro? Chi è che dovrebbe rispondere di queste mancanze? Il danno ai cittadini chi l’ha causato?”
In conclusione l’ex assessore Chianura lancia il “guanto di sfida” a chi poteva agire, e dichiara “Io vi invito a leggere le varie delibere di quegli anni per rispolverare la memoria, su chi c’era e c’è ancora. All’opposizione e in questa nuova maggioranza che sa molto di anni 2000. D’altronde, vanno di moda. (Ah, sono ovviamente disponibile ad un confronto pubblico, carte alla mano, con chi dia una lettura diversa del lodo e della sentenza!)”.