Alle Radici dell’Arte Ceramica: Lo Studio Storiografico su Anselmo De Simone Riaccende la Memoria di Grottaglie
Nella storica Sala Teatro dell’Ex Convento del Carmine, la ricerca di Francesco Spagnulo svela i segreti, i conflitti e il mistero della sepoltura del direttore che sacrificò se stesso per la prima Scuola Regia d’Italia.

GROTTAGLIE, 2 NOVEMBRE 2026 – SAGGIO STORICO ED EDITORIALE A CURA DELLA REDAZIONE.

Una straordinaria e partecipata serata di cultura e riscatto storico ha animato, nella scorsa domenica 1 novembre, il Salone Biancaneve all’interno del complesso dell’Ex Convento della Madonna del Carmine di Grottaglie. In questa stessa sala – attualmente nota come Sala Teatro del Carmine e luogo in cui prese storicamente forma l’apertura della prima Regia Scuola d’Arte per la Ceramica d’Italia (poi divenuta l’Istituto d’Arte ‘Vincenzo Calò’) – il ricercatore Francesco Spagnulo, con la preziosa collaborazione di Salvatore Brittanico, ha presentato al pubblico una complessa e approfondita sintesi del suo studio storiografico dedicato alla figura poliedrica e monumentale di Anselmo De Simone.
L’evento ha registrato una straordinaria affluenza e un dibattito vibrante, segno di una comunità che ritrova con orgoglio il filo della propria memoria identitaria. La serata si è articolata in un percorso immersivo: nella prima parte, i presenti hanno potuto visionare da vicino un ricco apparato espositivo composto da pannelli leggeri autoportanti, immagini d’epoca e riproduzioni di opere pittoriche, scultoree e ceramiche del maestro napoletano. Successivamente, Spagnulo ha guidato l’uditorio attraverso l’esposizione e la lettura di una documentazione d’archivio originale e del tutto inedita, capace di gettare nuova luce sia sulla nascita della scuola alla fine del XIX secolo, sia sui drammatici risvolti politici e personali che segnarono gli ultimi anni di vita del Direttore De Simone, svelando infine il mistero, rimasto finora insoluto, sulla sua reale sepoltura.

IL MANIFESTO DEL 1888 E LE ORIGINI DELLA SCUOLA DI CERAMICA

Per comprendere la portata della rivoluzione culturale descritta nello studio, occorre fare un salto indietro nel tempo di quasi un secolo e mezzo, esaminando il bando istitutivo della scuola. Il documento, stampato a Taranto dalla Tipografia G.A. Parmentola, fotografa una realtà sociale ed economica in transizione, dove l’antica sapienza dei ceramisti grottagliesi cercava una codificazione scientifica e didattica statale. Si riporta di seguito il testo integrale del manifesto d’epoca del 1888:
SCUOLA DI CERAMICA IN GROTTAGLIE (Lecce)
La Scuola Ceramica di Grottaglie, istituita con Ministeriale Decreto 27 settembre 1887, sussidiata largamente dal Governo, dalla Provincia, dalla Camera di Commercio e dal Municipio, ha per iscopo di fornire insegnamento di Tecnologia, di Disegno geometrico ed ornamentale e Modellazione con applicazione all’ Industria della Ceramica.
Sono ammessi alla Scuola allievi di età superiore ai 12 anni ed appartenenti alle provincie di Lecce, Bari, Foggia.
Per l’ammissione occorre presentare il certificato di promozione della 2. Classe Elementare, ovvero il certificato rilasciato dall’Insegnante pubblico di 2. Elementare, dal quale risulti che il giovine sottoposto ad un esame, ha dato prova di saper leggere e scrivere correntemente, ed eseguire con facilità le 4 operazioni fondamentali dell’Aritmetica coi numeri interi.
In linea transitoria pel solo primo triennio sono ammessi a frequentare la scuola anche i capi d’arte fabbricanti di Ceramica, i quali non documentino la loro idoneità con uno dei sopradetti certificati.



Il corso si compie in un triennio – l’anno scolastico comincia il 15 ottobre e finisce il 15 luglio. Le lezioni hanno luogo tutti i giorni feriali in ore serali e la domenica in ore diurne.
Nella prima quindicina di luglio hanno luogo gli esami di promozione e quelli finali, e nella prima quindicina di ottobre gli esami di ammissione e riparazione.
Alla fine di ciascun anno scolastico saranno assegnati premi in libretti di Cassa di Risparmio ed in oggetti utili per l’esercizio professionale ai migliori allievi di ciascun anno di corso.
Le domande d’ammissione dovranno essere presentate al Presidente del Consiglio Direttivo in Grottaglie non più tardi del 31 corrente.
Grottaglie 2 Ottobre 1888.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO – GIUSEPPE LASORTE
Taranto Tip. G.A. Parmentola
ANALISI DEL REGOLAMENTO E LA FIGURA DI GIUSEPPE LASORTE

Il manifesto firmato dal Presidente del Consiglio Direttivo dell’epoca, Giuseppe Lasorte, rivela un quadro sociale di straordinario interesse. La scuola nasceva con una forte vocazione interprovinciale (accogliendo alunni da Lecce, Bari e Foggia, quando la provincia di Taranto non era ancora costituita) e si rivolgeva a ragazzi di appena 12 anni. Le condizioni d’accesso testimoniano la dura realtà dell’analfabetismo di fine Ottocento: per essere ammessi bastava la seconda elementare o la dimostrazione pratica di saper leggere, scrivere e compiere le quattro operazioni matematiche fondamentali.

Di immenso valore storico è la clausola transitoria destinata ai ‘capi d’arte fabbricanti di Ceramica’: lo Stato riconosceva il valore dei maestri artigiani locali operanti nei quartieri delle ceramiche, consentendo loro l’accesso ai corsi tecnologici anche se privi di scolarizzazione formale. Le lezioni, significativamente spalancate nelle ore serali e la domenica, erano strutturate per non sottrarre braccia al lavoro quotidiano nelle botteghe, integrando l’insegnamento pratico con la teoria scientifica (la Tecnologia) e la disciplina geometrico-artistica.
S L’ARRIVO DI ANSELMO DE SIMONE E L’ETÀ DELL’ORO
Se Giuseppe Lasorte pose le feste organizzative, fu il napoletano Anselmo De Simone (nato nel 1857) a trasformare l’istituto in un faro d’eccellenza nazionale. Già stimatissimo Direttore Artistico della prestigiosa Manifattura Ceramica Paladini in San Pietro in Lama (Lecce), De Simone ricevette l’incarico direttamente dal Ministero nel 1903. Pittore, scultore, progettista e intellettuale dalla personalità poliedrica e ingegnosa, De Simone impresse una svolta radicale alla Regia Scuola.

Sotto la sua guida, i laboratori ospitati nell’ex Convento del Carmine divennero un modello d’avanguardia didattica e artistica, capace di far dialogare la tradizione figulina locale con i nascenti fermenti del Modernismo e del Liberty italiano. Egli portò a Grottaglie una profonda sensibilità e una totale dedizione, professionale e umana, giungendo a considerare la scuola come la sua stessa ragione di vita e di totale sacrificio personale.

LE “BEGHE DI PAESE” E LO SCONTRO POLITICO DEL 1910
Tuttavia, l’azione innovatrice di un direttore venuto da fuori e direttamente emanato dal Ministero romano non tardò a scontrarsi con le resistenze di una parte del tessuto politico e sociale locale. La ricerca storiografica di Francesco Spagnulo ha portato alla luce un carteggio drammatico, custodito nei documenti d’archivio della Prefettura di Lecce, che svela l’asprezza dei conflitti interni al Municipio di Grottaglie. De Simone stesso, in una vibrante lettera inviata al Ministro tramite il Prefetto, scriveva parole cariche di amarezza e orgoglio: “… ciò è stato ed è voto ardente dell’animo mio che ho sacrificato me stesso per creare questa Istituzione utile proficua unica nel loro genere in Italia alla dipendenza del Governo ma purtroppo veggo che difficilmente potrò raggiungere lo scopo se V.S.Ill.ma non interverrà personalmente ed autorevolmente ad imporre a chi spetti i propri doveri’”

L’opposizione locale si tradusse in quelle che il direttore liquidò dolorosamente come ‘beghe di paese’, orchestrate da fazioni che in una relazione del 1911 definì spietatamente come ‘riottosi e neghittosi’. Il culmine delle tensioni emerse nella drammatica estate del 1910. Nella lettera al Prefetto datata 9 agosto 1910, De Simone denunciava senza mezzi termini come: “… la politica gretta dei piccoli paesi il predominio dispotico dei maggiorenti, in generale ammazzano le più sacre Istituzioni, qui in specie …”.

IL DOCUMENTO D’ARCHIVIO DELL’8 SETTEMBRE 1910
A conferma del clima di aperta ostilità e di ‘indegna gazzarra’ che circondava la scuola, Spagnulo ha letto e commentato la lettera inviata al Prefetto di Lecce da un gruppo di consiglieri comunali di Grottaglie guidati da Samuele Cantore, i quali presero le difese del Direttore contro i tentativi di ostracismo perpetrati dalla maggioranza del Consiglio e da una fetta di cointeressati. Di seguito si riporta la trascrizione del documento ufficiale:
Illustrissimo Signor Prefetto della Provincia di Lecce.
(Timbro di ricezione): R. PREFETTURA / 10 SETT. 10 / LECCE
I sottoscritti Consiglieri Comunali del Comune di Grottaglie si rivolgono alla S.V. Ill.ma perché si compiaccia di provvedere a che vengano ovviati possibili e facili compromissioni e scandali durante le sedute consigliari, dovuti unicamente alla compiacenza e debolezza del Sindaco che non sa disciplinare le discussioni e permette che alcuni Consiglieri siano indegnamente fatti segno ad offese personali e volgari provocazioni.
E proprio nella seduta consigliare del 7 corrente mese mentre si discuteva l’argomento della Scuola di Ceramica locale, prese la parola il Consigliere Cantore Samuele che presentò un ordine del giorno, ma fu aggredito indegnamente dalla massa dei cointeressati che vogliono dare l’ostracismo al Direttore Prof. De Simone.

Anche nella tornata consigliare del 30 luglio n.s. fu trattato tale argomento della Scuola, e per opera dei soliti detrattori del De Simone la discussione fu interrotta per l’indegno esorbitare di essi che vollero discutere a porte chiuse per inveire, come inveirono, contro del De Simone, attaccandolo anche nella di lui vita privata.
Fu allora che non potendo continuarsi la discussione pel contegno sovraeccitato dei cointeressati, cinque Consiglieri abbandonarono l’aula ove ne rimasero 14 compreso il Sindaco.
La discussione rimase sospesa e nessuna deliberazione fu concretizzata su tale questione il 30 luglio.
Nella tornata del 7 corrente fu presentata e letta un’istanza da parte dei soliti Consiglieri per ottenere provvedimenti contro il Prof. De Simone, ed il Consigliere Cantore Samuele voleva discutere, ma ne fu impedito anche dal Sindaco che affermò che la discussione in merito fu chiusa il 30 luglio.
Tutto ciò è puramente arbitrario ed illegale e la S.V. Ill.ma voglia provvedere sui fatti su esposti, specie per impedire il ripetersi dell’indegna gazzarra, il disordine e le sopraffazioni minacciose durante le sedute.
Grottaglie 8 settembre 1910
In. Samuele Cantore, Avv. A. Tuzzi, Dr. Orlando Giuseppe, G. D’Elia

RISOLTO IL MISTERO DELLA TOMBA DIMENTICATA
L’apice emotivo della conferenza di Francesco Spagnulo ha riguardato la fine terrena di Anselmo De Simone, spentosi a Grottaglie nel 1920 dopo ben 17 anni di ininterrotta e feconda direzione. Fino ad oggi, la localizzazione dei suoi resti mortali era avvolta nel mistero: nel cimitero cittadino non esisteva alcuna lapide, iscrizione o monumento funebre recante il suo nome.
Attraverso un metodico e certosino incrocio di dati – che ha visto l’analisi combinata dei registri cimiteriali d’epoca, dei documenti d’archivio municipali e dei registri dei decessi – lo studio storiografico è riuscito a colmare questo vuoto. De Simone fu tumulato all’interno di una tomba privata gentilizia appartenente a un suo stretto amico dell’epoca. L’assenza di scritte o epigrafi commemorative sulla facciata del sepolcro aveva cancellato, nel corso dei decenni, la memoria collettiva della sua collocazione. Questa scoperta non solo restituisce la giusta dignità storica alle spoglie dell’illustre direttore, ma getta le basi per una futura e doverosa commemorazione pubblica.

CONCLUSIONE: IL VALORE DEL RITORNO AL CARMINE
La scelta di presentare questa complessa ricerca nel cuore pulsante dell’Ex Convento del Carmine risponde a una precisa ed evocativa necessità storica. Vedere la cittadinanza riappropriarsi di quegli spazi per ascoltare la storia di chi ha ‘sacrificato se stesso’ per l’istituzione scolastica della città ha chiuso idealmente un cerchio rimasto aperto per più di un secolo. I documenti mostrati da Francesco Spagnulo, uniti alle immagini storiche degli anni ’20 del Museo Didattico della Regia Scuola, dimostrano che la ceramica di Grottaglie non è solo il frutto di un’eccellente tradizione artigianale, ma è l’esito di una lunga epopea istituzionale di cui Anselmo De Simone resta, da oggi con maggiore chiarezza, uno dei padri nobili indiscussi.
Lo stesso Spagnulo a fine serata ha ringraziato particolarmente Don Alessandro per la sensibilità culturale, l’accoglienza e la partecipazione dimostrata, cosi come i suoi collaboratori che animano quotidianamente le diverse attività della Chiesa del Carmine.