Analisi politica ed economica sulle dichiarazioni di Ciro Francesco Miale (Nazione Futura Puglia) in merito al rischio di de-finanziamento delle risorse per l’area jonica.
Il dibattito sul futuro economico e infrastrutturale di Grottaglie e dell’intera area jonica si arricchisce di un nuovo, acceso capitolo. Al centro della controversia vi è la gestione dei 70 milioni di euro derivanti dal Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) della programmazione 2021-2027, originariamente destinati al progetto dello Spazioporto, ma attualmente bloccati in una fase di stallo burocratico e strategico.
Da un lato, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Ciro D’Alò difende la centralità del progetto aerospaziale, respingendo l’ipotesi di una rimodulazione dei fondi e chiedendo risorse aggiuntive per le altre necessità del territorio. Dall’altro lato, le forze di opposizione e i movimenti politico-culturali invocano un bagno di realtà e un approccio marcatamente pragmatico per evitare quello che definiscono un imminente disastro finanziario: la perdita totale dei fondi a favore di altre amministrazioni.
LE DICHIARAZIONI INTEGRALI DI CIRO FRANCESCO MIALE
“Mentre il sindaco D’Alò difende fondi fermi dello Spazioporto, Grottaglie rischia di vedersi sottrarre i 70 milioni delle risorse FSC‼️
Nel corso della conferenza stampa tenutasi a Grottaglie il 5 ottobre presso la sede di Fratelli d’Italia, ho ribadito che i 70 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027 destinati allo Spazioporto non possono restare fermi in attesa di un operatore internazionale che, ad oggi, non esiste.
La Regione Puglia ha “congelato” queste risorse proprio perché non vi è alcun soggetto pronto a effettuare voli suborbitali e ha il dovere istituzionale di avviare l’istruttoria e chiedere formalmente la modifica dell’Accordo di Coesione al Dipartimento competente.
Oggi il Sindaco di Grottaglie boccia la proposta di rimodulazione sostenendo che la politica debba trovare risorse aggiuntive senza toccare i fondi dell’aerospazio.
Una posizione che ignora il fatto che quei 70 milioni rischiano di restare inutilizzati per anni e, se non impiegati, Grottaglie rischia concretamente di perderli e vederli riassegnati ad altri territori, perché la normativa nazionale consente la riallocazione delle risorse FSC non impegnate. Lo stabilisce l’art. 1, comma 1, del Decreto-Legge 19 settembre 2023, n. 124, che prevede che le risorse del FSC assegnate e non ancora utilizzate possano essere riassegnate per un intervento urgente di titolarità di altra amministrazione.
Il sindaco continua a guardare allo Spazioporto come se Grottaglie avesse già una navicella in pista mentre le risorse restano bloccate a terra.
Bisognerebbe invece utilizzare con pragmatismo fondi oggi inattivi per interventi immediatamente realizzabili nella nostra area jonica, mantenendoli nella stessa area tematica dei trasporti prevista dall’Accordo. In particolare, tali risorse potrebbero essere impiegate per connettere l’aeroporto di Taranto-Grottaglie alla linea ferroviaria, stabilizzare il cargo (oggi sperimentale con un programma triennale), attivare incentivi per avviare i voli passeggeri dall’Arlotta, sviluppare una logistica integrata porto–aeroporto–ferrovia, proporre l’estensione dell’alta velocità ferroviaria Taranto–Bari.
Anziché custodire fondi congelati, questi interventi rafforzano il territorio, migliorano la competitività e creano le condizioni per qualsiasi sviluppo futuro, incluso quello aerospaziale.”
ANALISI POLITICA E NORMATIVA DELLO STALLO
La tesi sostenuta da Ciro Francesco Miale, esponente di Nazione Futura Puglia, poggia su un pilastro normativo estremamente solido e stringente: l’articolo 1, comma 1, del Decreto-Legge 19 settembre 2023, n. 124 (noto come Decreto Sud). Questa disposizione legislativa introduce un principio di efficienza e perentorietà nell’uso delle risorse pubbliche, stabilendo che i fondi FSC non legalmente impegnati o rimasti inattivi possano essere revocati e riallocati dal Governo centrale verso interventi urgenti gestiti da altre amministrazioni.
Sotto il profilo analitico, la critica di Miale evidenzia un classico paradosso della programmazione pubblica: il costo opportunità dell’attesa. Difendere l’intangibilità dei 70 milioni di euro a nome di una futuristica vocazione spaziale dell’aeroporto ‘Arlotta’ di Grottaglie – in assenza di un operatore commerciale internazionale consolidato ed effettivamente operativo – rischia di tradursi in un boomerang per il territorio. Se i fondi non superano le fasi istruttorie e non si trasformano in cantieri o impegni vincolanti entro i termini previsti, la normativa nazionale ne impone la revoca per evitare l’immobilismo della spesa pubblica.
La posizione del Sindaco D’Alò, pur mossa dall’intento di preservare lo status di Grottaglie quale hub aerospaziale di rilievo continentale, viene giudicata da Nazione Futura come priva di pragmatismo. Secondo l’analisi di Miale, richiedere semplicemente ‘ulteriori fondi’ per le altre infrastrutture senza toccare quelli congelati dimostra una scarsa comprensione delle dinamiche attuali della finanza pubblica, caratterizzata da stringenti vincoli di bilancio e dalla necessità di ottimizzare le risorse già stanziate.
LE PROPOSTE ALTERNATIVE: UNA LOGISTICA INTEGRATA E SOSTENIBILE
L’analisi di Miale non si limita alla contestazione distruttiva, ma delinea un piano alternativo che rispetta i vincoli tematici imposti dall’Accordo di Coesione originario. La proposta di rimodulazione, infatti, si muove rigorosamente all’interno del macro-settore dei trasporti, riducendo al minimo il rischio di rigetto dell’istanza di modifica da parte del Dipartimento per le Politiche di Coesione. Gli interventi suggeriti mirano a trasformare l’area jonica in un vero e proprio hub logistico intermodale attraverso cinque direttrici strategiche:
• Connessione Ferroviaria dell’Aeroporto: Collegare direttamente la pista dell’Arlotta alla rete ferroviaria nazionale per favorire lo scambio immediato delle merci e la mobilità dei passeggeri.
• Stabilizzazione del Settore Cargo: Consolidare il traffico cargo merci, attualmente vincolato a una fase sperimentale di durata triennale, trasformandolo in una certezza strutturale per le imprese locali.
• Rilancio dei Voli Passeggeri: Attivare incentivi finanziari diretti e mirati ad attrarre compagnie aeree commerciali, restituendo all’infrastruttura una reale funzione di trasporto passeggeri al servizio del turismo e dei cittadini.
• Infrastruttura Porto-Aeroporto-Ferrovia: Creare una piattaforma logistica integrata che connetta sinergicamente il Porto di Taranto, l’aeroporto di Grottaglie e l’asse ferroviario, valorizzando la posizione geografica della provincia.
• Estensione dell’Alta Velocità: Promuovere e finanziare il prolungamento dell’Alta Velocità ferroviaria sulla tratta Taranto-Bari, riducendo l’isolamento storico dell’area jonica.
CONCLUSIONI: IL PRAGMATISMO COME PRECONDIZIONE PER IL FUTURO
In conclusione, l’analisi sollevata da Ciro Francesco Miale mette a nudo la necessità di un cambio di paradigma nella governance locale. In una fase storica in cui la rapidità di spesa e la cantierabilità dei progetti decidono la permanenza dei fondi sui territori, l’ostinazione su un unico progetto non ancora maturo rischia di penalizzare gravemente l’economia jonica.
Modernizzare le infrastrutture di base dell’aeroporto Arlotta e interconnetterle con i porti e le ferrovie non significa affatto rinunciare al sogno dello Spazioporto. Al contrario, come evidenziato nell’intervento di Nazione Futura, la creazione di un ecosistema logistico solido, competitivo e pienamente operativo rappresenta la migliore garanzia e la reale precondizione per attrarre, in futuro, quegli stessi operatori internazionali dell’aerospazio che oggi mancano all’appello.