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 La recente messa in mora dell’Asl di Taranto da parte del sindacato Fials, che ha rivendicato con forza il diritto ai buoni pasto per gli operatori sanitari delle società in house richiamando un’ordinanza della Cassazione, incassa il pieno sostegno politico di Forza Italia. A intervenire duramente sulla vicenda è Mario Petraroli, delegato cittadino degli azzurri a Grottaglie, che da anni denuncia la disparità di trattamento subita dai lavoratori ionici rispetto ai colleghi delle altre province pugliesi. 

«Finalmente un’altra voce chiara si leva contro una discriminazione che porto alla luce da tantissimo tempo», commenta l’esponente di Forza Italia. «Quella dei buoni pasto non è una questione nuova per il nostro territorio. Siamo di fronte a una situazione profondamente ingiusta: mentre a Bari, Lecce, Brindisi o nella BAT determinati diritti vengono riconosciuti senza esitazioni, a Taranto quegli stessi diritti vengono sistematicamente negati o rinviati. Una simile disparità di trattamento, legata esclusivamente alla provincia in cui si presta servizio, non è più tollerabile». 

Secondo Petraroli, le radici di questo cortocircuito organizzativo affondano nella complessa stagione di riforme sanitarie regionali avviata oltre quindici anni fa con la presidenza di Nichi Vendola, periodo in cui l’introduzione e la gestione delle società in house finirono per penalizzare fortemente i lavoratori. Un’anomalia strutturale che, nel corso degli anni, nessuna governance regionale ha mai voluto o saputo risolvere definitivamente. Oggi, però, il pronunciamento della Suprema Corte rimette la questione al centro dell’agenda politica e sindacale. 

«Taranto e la sua provincia non possono continuare a essere considerate la periferia della Puglia o una realtà di serie B», incalza il commissario forzista. «Gli stessi lavoratori della sanità pugliese devono godere dei medesimi diritti. Non stiamo parlando di una concessione o di un favore, ma di una pura questione di equità, dignità e rispetto per chi garantisce quotidianamente un servizio essenziale ai cittadini». 

Per Petraroli, questa presa di posizione si inserisce in un lunghissimo percorso di battaglie a difesa della sanità tarantina, un impegno che lo ha visto storicamente protagonista sul territorio anche con azioni eclatanti. L’esponente azzurro ricorda infatti quando, nei primi anni Duemila, si schierò in prima linea contro i piani regionali che ventilavano il depotenziamento e la chiusura dell’Ospedale San Marco di Grottaglie, arrivando persino a incatenarsi davanti alla struttura ospedaliera per accendere i riflettori delle istituzioni sul rischio di desertificazione sanitaria del territorio. 

«Sono passati più di vent’anni da allora, ma il tema di fondo resta purtroppo immutato», conclude Petraroli. «Buoni pasto, servizi, infrastrutture e presidi medici non sono benefit negoziabili, ma diritti uniformi. La dignità di una terra si misura da come si trattano i suoi lavoratori. Dopo decenni di promesse e tagli, Taranto ha già dato fin troppo: adesso dalle parole bisogna passare immediatamente ai fatti». 

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