“OVVERO NON É POSSIBILE UTILIZZARE TECNICI DEL LUOGO IN QUANTO NON PREPARATI A SVOLGERE UN LAVORO CHE RICHIEDE COMPETENZA MA SOPRATTUTTO ESPERIENZA.”

Grazie all’architetto ed urbanista Antonio Fanigliulo diamo una LEZIONE di come si seguono le vicende del proprio territorio, sempre e senza posizioni a fasi alterne.
Scegliamo l’”alunno” Ciro D’Alò, sindaco pro-tempore della città di Grottaglie, dalla rassegna stampa del 1998, ricordiamo a chi “giocava ancora a palline” cosa ha prodotto la sinistra “ferroviaria” grottagliese, guidata al tempo dal sindaco Vinci, quello che ha realizzato a Grottaglie la discarica ma anche un piano di recupero, che l’attuale sindaco sembra non conoscere al completo.

GROTTAGLIE – Il sindaco Vinci risponde a Forza Italia e si dice amareggiato «per una polemica che rischia di dare un’immagine della città, dei suoi esponenti politici e dei suoi tecnici davvero ingiusta». L’affidamento dell’incarico per la redazione del piano di recupero del borgo antico è motivo di polemica tra ex ed attuali amministratori. Soprattutto perché – come abbiamo riportato ieri – Forza Italia rende pubbliche alcune affermazioni dell’arch. Pierluigi Cervellati, il quale, accettando l’incarico conferitogli dall’amministrazione comunale di Centrosinistra, per questo lavoro ha chiesto solo la collaborazione di tecnici di sua fiducia: non tenendo perciò in alcuna considerazione la professionalità e l’esperienza dei tecnici grottagliesi. Così, per gli «azzurri», nell’aver affidato l’incarico a Cervellati, anche il sindaco si è allineato sul giudizio negativo sui tecnici locali. Accusa che Vinci respinge, affermando che «una vera e forte identità (di professionisti e di cittadini) non teme il confronto: ne ha paura solo chi non è capace di sostenerlo».
«Paradossalmente, i promotori di questa polemica – scrive il sindaco – sono gli ex amministratori centristi, oggi tutti confluiti, dopo un sofferto pellegrinaggio in varie sigle, nelle file di Forza Italia; li ritroviamo lì,completamente dimentichi di sè e del proprio operato in anni (dall’82 al 93!) in cui il centro storico e la città in generale hanno toccato il fondo». Quindi, Vinci continua: «Ricordiamo, al riguardo, che il piano di recupero è uno strumento che da tempi remoti il Comune avrebbe dovuto darsi, e non lo ha fatto; ricordiamo che, a partire dal ’93, sono stati affidati incarichi di progettazione a decine di tecnici, coinvolgendone a pieno innanzitutto la comunità locale ed uscendo, finalmente, dalla condizione di pluridecennale monopolio (imposta da chi oggi protesta) di un solo tecnico su tutte le opere pubbliche ed i piani urbanistici della città».
Vinci puntualizza allora che: «l’affidamento di un incarico così delicato ad un professionista del livello in questione comporta, naturalmente, la piena autonomia dello stesso nella scelta dei collaboratori; i piani urbanistici costano, ed i costi sono stabiliti dagli ordini professionali competenti: il prof. Cervellati ha ridotto spontaneamente di un ulteriore 20 per cento quanto avrebbe potuto legittimamente chiedere; il percorso del piano di recupero deve cominciare proprio dal confronto con tutti i tecnici di Grottaglie (e non solo con chi è deluso dal mancato incarico) il prossimo 29 ottobre e proseguirà con un apposito Consiglio comunale». (c.pet.)

Ieri abbiamo riportato, integralmente, una nota del coordinatore cittadino di Forza Italia, Oronzo D’Amuri, che protestava per la sfiducia espressa, nei confronti dei professionisti locali, dall’architetto Cervellati. Questi è il professionista al quale è stato affidato, dal Comune, il piano di recupero del Centro storico. A proposito di quella nota, oggi registriamo la risposta del sindaco Vinci.
«La polemica sulla nomina del prof. Cervellati, quale redattore del Piano di recupero del Centro storico rischia di dare un’immagine della città, dei suoi esponenti politici e dei suoi tecnici davvero ingiusta. Paradossalmente, i promotori di questa polemica sono gli ex amministratori centristi, oggi tutti confluiti, dopo un sofferto pellegrinaggio in varie sigle, nelle file di Forza Italia; li ritroviamo lì, completamente dimentichi di sé e del proprio operato in anni (dall”82 al ’93!) in cui il Centro storico e la Città in generale hanno toccato il fondo.
Ricordiamo, al riguardo, che il Piano di recupero è uno strumento che da tempi remoti il Comune avrebbe dovuto darsi, e non lo ha fatto; ricordiamo che, a partire dal ’93, sono stati affidati incarichi di progettazione a decine di tecnici, coinvolgendone a pieno innanzi tutto la comunità locale ed uscendo, finalmente, dalla condizione di pluridecennale monopolio (imposta da chi oggi protesta) di un solo tecnico su tutte le opere pubbliche ed i Piani urbanistici della Città.
Nello specifico della polemica: 1) l’affidamento di un incarico così delicato ad un professionista del livello in questione comporta, naturalmente, la piena autonomia, dello stesso nella scelta dei suoi collaboratori; 2) i piani urbanistici costano, ed i costi sono stabiliti dagli Ordini professionali competenti: il prof. Cervellati ha ridotto spontaneamente di un ulteriore 20% quanto avrebbe potuto legittimamente chiedere; 3) il percorso del Piano di recupero deve incominciare proprio dal confronto con tutti i tecnici di Grottaglie (e non solo con chi è deluso dal mancato incarico) il prossimo 29 ottobre e proseguirà con un apposito Consiglio comunale.
La polemica non deve però oscurare il senso della nomina del prof. Cervellati, che è quello di acquisire per Grottaglie una competenza di livello internazionale con la quale confrontarsi, su un piano di pari dignità, in un processo culturale che ci faccia crescere tutti.
Dal confronto potrà infatti nascere qualcosa di utile per la nostra Città, accogliendo quanto di positivo e di alto è stato fatto altrove, senza genuflessioni o complessi di inferiorità. Una vera e forte identità (di professionisti e di cittadini) non teme il confronto: ne ha paura solo chi non si sente capace di sostenerlo. A Grottaglie, per fortuna, la maggioranza dei tecnici ne è in grado».

GROTTAGLIE – «La polemica sulla nomina del prof. Cervellati quale redattore del Piano di Recupero del Centro storico rischia di dare una immagine della città, dei suoi esponenti politici e dei suoi tecnici davvero ingiusta».
Così il sindaco Giuseppe Vinci interviene in una nota in merito alla ingarbugliata vicenda del rifiuto, da parte dell’urbanista bolognese, di impiegare i professionisti locali, «i promotori di questa polemica sono gli ex amministratori centristi, oggi tutti confluiti, dopo un sofferto pellegrinaggio in varie sigle, nelle file di Forza Italia; li ritroviamo lì, completamente dimentichi di sé e del proprio operato dall’82 al ’93 (anno in cui Vinci viene eletto sindaco) in cui il Centro storico e la città in generale hanno toccato il fondo». Si arrabbia, Vinci, con gli avversari, ai quali rammenta, a lettere cubitali che «il Piano di recupero è uno strumento che da tempi remoti il Comune avrebbe dovuto darsi e non lo ha fatto». Poi entra nello specifico delle accuse che i sostenitori di Berlusconi gli hanno rivolto, definendolo «indomito condottiero» che «se ne infischia dei reali bisogni della città, della opinione dei cittadini e della società civile».
Per Vinci «l’affidamento di un incarico così delicato ad un professionista del livello in questione comporta, naturalmente, la piena autonomia dello stesso nella scelta dei suoi collaboratori». Inoltre, ricalca il primo cittadino, bisogna sapere che «i Piani urbanistici costano, che i costi sono stabiliti dagli Ordini professionali competenti e che il prof. Cervellati ha ridotto spontaneamente di un ulteriore 20 per cento quanto avrebbe potuto legittimamente chiedere».
In terzo luogo Vinci è convinto che l’iter procedurale del Piano di risanamento e conservazione della città vecchia «deve incominciare proprio dal confronto con tutti i tecnici di Grottaglie (e non solo con chi è deluso dal mancato incarico) il 29 ottobre e proseguirà in un apposito Consiglio comunale».
In conclusione per Vinci non bisogna dimenticare che la città della ceramica si affida «ad una competenza di livello internazionale, quindi è importante il confronto, dal quale potrà nascere qualcosa di utile, accogliendo quando di positivo e di alto è stato fatto altrove, senza genuflessioni o complessi di inferiorità».
Intanto i quattro consiglieri comunali Francesco Galeone, Ciro Gianfreda, Mario Petraroli e Gildo Spagnulo rompono il digiuno e rivolgono al sindaco Giuseppe Vinci interrogazioni su alcune delicate e rilevanti questioni inerenti la vita politica ed amministrativa del Comune grottagliese. Innanzitutto, in riferimento alla 1ª commissione consiliare “Affari istituzionali” convocata il 4 ottobre, i forzisti accentuano l’assenza del capogruppo di Rifondazione Angelo Alò, eletto presidente della stessa commissione.
Questa defezione, per i rappresentanti di F.I. coordinati dal prof. Oronzo D’Amuri «è frutto della instabilità del quadro politico locale, della frammentarietà e della perenne conflittualità regnanti nei gruppi della pseudo-maggioranza». Nella fattispecie i quattro consiglieri chiedono al primo cittadino “se non ritenga necessario e nello stesso tempo doveroso intervenire, nei modi e nelle forme più opportune, per impedire che tale sconcertante scenario continui a ripercuotersi negativamente sull’operato della Amministrazione comunale nel suo complesso e sul funzionamento degli organismi di partecipazione alla attività amministrativa». Inoltre essi chiedono a Vinci «quali concreti provvedimenti intende adottare per migliorare ed agevolare l’attività dei consiglieri nell’espletamento dei propri doveri con particolare riguardo all’esame preventivo delle proposte di deliberazione consiliare sempre più spesso prive della necessaria documentazione di supporto».
Nella seconda interrogazione gli azzurri invocano chiarezza sulle oscure dimissioni di Eligio Urselli dalla carica di presidente e di componente del “Comitato di Gestione” del “Centro polivalente per gli anziani” e chiedono ddi sapere, senza preamboli «se l’amministrazione ritenga ancora utile mantenere in vita il “Comitato di gestione” oppure pensa di decretarne la inutilità, esautorandone i compiti e relegandolo nel dimenticatoio”. In caso contrario “quali siano”, continuano i quattro consiglieri, “le iniziative da intraprendere per ripristinare le condizioni di funzionalità del comitato di gestione e per rilanciarne l’azione”.